L’astronomia nel cuore della Calabria: a breve la messa in funzione del...

L’astronomia nel cuore della Calabria: a breve la messa in funzione del Parco di Savelli

Una realtà ideale per gli esperti o anche solo per gli appassionati di astronomia, che unirà la professionalità di un Parco dotato di tutta la strumentazione necessaria, alla disponibilità di aree dedicate agli astrofili

Si chiama Parco Astronomico Lilio, e sorge nel cuore della Calabria, a Savelli, nel crotonese. Nato da un’idea di un astronomo, Filippo Frontera, che ha visto i suoi natali proprio a Savelli, e oggi è docente di astrofisica all’università di Ferrara, la struttura è stata proposta per la prima volta nel 2001, per poi essere realizzata nel 2010 dalla Provincia di Crotone. Ma, come accadde spesso, e non solo in Calabria, l’opera è rimasta per anni inutilizzata e abbandonata. Questo fino al 2013, quando la Provincia di Crotone ha pubblicato un bando che ne permetteva la riqualificazione grazie a dei fondi europei, tramite il responsabile unico del procedimento che è Giuseppe Germinara, ingegnere e dirigente del settore Ambiente Energia della Provincia. Ed è a questo punto che nella storia del parco di Savelli entra in campo Antonino Brosio, astrofilo originario di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, che insieme al suo gruppo vince il bando.

osservatorio savelli“Quando siamo arrivati nel 2014 a Savelli – racconta Brosio – abbiamo trovato: un planetario, un osservatorio e tutto intorno il bosco che stava invadendo la struttura. Abbiamo dunque avviato dei lavori di ristrutturazione, ampliamento e messa in funzione, che sono stati affidati ad una società del crotonese, la LMTS di Cutro. I lavori sono iniziati a giugno di quest’anno e ora sono in dirittura d’arrivo: il 28 dicembre ci sarà il collaudo della strumentazione e dal 1 gennaio saremo operativi. Entro metà gennaio vorremmo dunque inaugurare. Abbiamo dato una nuova vita al Parco – sottolinea Brosio con un velo di orgoglio – e ora vogliamo dare speranza di ricerca a tutti gli astrofili e gli astronomi calabresi, ma soprattutto vogliamo metterlo a disposizione delle scuole, di gruppi interessati all’astronomia e quindi produrre attività e manifestazioni che si articoleranno sia su base annuale che su base mensile, con serate a tema, tipo comete, proiezione al planetario”.

piazzola parco savelli“Il mio socio – prosegue Brosio – è Michele Caccia, colui che ha fatto l’investimento per far sì che il Parco potesse essere ristrutturato. Per strumentazione si configurerà tra i primi del centro-sud. Abbiamo un planetario con 100 posti a sedere e una sala conferenze. Questa struttura non è configurata solo per i professionisti, ma anche per gli astrofili: ci sono tre piazzole esterne a forma di stella, luna e sole, con panche dotate di prese e chi vuole può venire con la propria strumentazione e collegarsi; possiamo ospitare 10 telescopi per piazzola. L’idea è di organizzare almeno uno “Star Party” all’anno. Inoltre, daremo in affitto la strumentazione anche online. Quindi ne potranno usufruire da tutta Italia, tramite la tele assistenza”.

savelli parcoIl parco astronomico sarà intitolato a un grande astronomo calabrese che pochi conoscono: Lilio, ovvero colui che ha fatto attuare il calendario Gregoriano. “Ebbene – rivela il giovane astrofilo – noi vorremmo istituire il premio Lilio, dedicato sia ai ricercatori, sia agli studenti delle scuole secondarie che si distinguono nella ricerca. Ci dedicheremo molto alle scuole: abbiamo già stilato dei programmi, in base ai livelli scolastici a cui ci rivolgeremo. Per il liceo, ad esempio, vorremmo trovare dei ragazzi particolarmente interessati e capaci, che poi possano venire un paio di volte al mese a fare ricerca con noi”.

Antonino Brosio
Antonino Brosio

Il nostro gruppo, spiega ancora Brosio a MeteoWeb, “è guidato da Toni Scarmato, esperto di comete. Insieme a lui abbiamo scoperto e pubblicato da poco un modo per misurare il nucleo delle comete e abbiamo lavorato anche nel campo delle osservazioni dei pianeti extrasolari. Ora che abbiamo a disposizione una strumentazione non più amatoriale, possiamo espandere la nostra ricerca, soprattutto con un cielo bellissimo come quello di Savelli”. E proprio in merito alla località ai confini tra il crotonese e il cosentino, Antonino ha tenuto a precisare che “Sono rimasto piacevolmente rapito da Savelli, che è il primo paese della provincia di Crotone dopo San Giovanni in Fiore. I cittadini sanno che il Parco astronomico è un’opportunità e lavorano tutti i giorni perché il progetto giunga presto a termine. La struttura sarebbe andata persa, nonostante la strumentazione ancora presente all’interno. Fondamentale è stato anche il contributo e il supporto dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Spina“.

savelli3La struttura, dunque, potrà essere un fiore all’occhiello del mondo astronomico del Centro-Sud: “la nostra sarà una struttura all’avanguardia, parlando di parchi aperti al pubblico – tiene a precisare Brosio – Anche perché, tra le altre cose, avremo un radiotelescopio, che difficilmente si può trovare in strutture simili. Lo utilizzeremo per particolari ricerche per esempio sui nuclei cometali. Si tratta di uno strumento che ascolta il “rumore” delle stelle e poi converte questo rumore in immagine, a differenza del telescopio che ha uno specchio e riceve fotoni, quindi la luce. Il radioscopio permette di fare cose che con il telescopio non si possono fare: ad esempio, se vogliamo osservare il nucleo di una cometa, quando è vicina al sole, tutta circondata dalla chioma, dal gas, noi non possiamo “entrarci” con un telescopio, mentre con il radiotelescopio sì, e con la radioimmagine si riesce a ricostruire la struttura nel nucleo. O ancora possiamo osservare le pulsar, o stelle lontanissime o che stanno morendo”.

Una realtà ideale, dunque, per gli esperti o anche solo per gli appassionati di astronomia, che unirà la professionalità di un Parco dotato di tutta la strumentazione necessaria, alla disponibilità di aree dedicate agli astrofili che potranno godere di uno spettacolo meraviglioso, come pare essere il cielo di Savelli, definito da Antonino Brosio “uno dei più belli d’Italia”.

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