Smog: la lotta degli alberi contro l’inquinamento

Gli alberi sono preziosi e formidabili alleati per migliorare l’aria delle nostre città

Il costante aumento di polveri sottili nelle nostre città sta diventando un problema serio per la salubrità dell’aria con peggioramento delle condizioni di vita degli stessi cittadini. Si è costretti a vivere in situazioni veramente difficili, come se avessimo una pistola puntata alla tempia, perché il rischio di malattie serie e mortali è sempre in agguato.

E’ stato studiato che una quotidiana esposizione all’aria inquinata può provocare tumori e malattie cardiovascolari come infarti, ictus e problemi di circolazione, seri problemi respiratori come asma e brochiti croniche, danni agli occhi con infiammazioni e irritazioni, con costi altissimi per la sanità e per i cittadini. Biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono, anidride solforosa e il particolato atmosferico (PM10: materiale particellare con diametro aerodinamico di dimensione minore di 10 milionesimi di metro) sono i principali killer che uccidono.

Le amministrazioni comunali corrono ai ripari con le targhe alterne, vietano l’accensione delle caldaie pur di fermare la crescita delle polveri sottili e delle sostanze inquinanti che sono oltre la media. L’allarme è alto ma come al solito si brancola nel buio: in realtà non basta regolare il traffico o imporre ferrei controlli, c’è bisogno di una nuova pianificazione territoriale delle nostre città che vengono gestite male e con minima competenza per quanto riguarda la lotta all’inquinamento. L’unica alternativa possibile alla lotta difficile contro le polveri inquinanti è il miglioramento del verde cittadino e del patrimonio arboreo pubblico e privato.

Sono troppo pochi quelli che in tv e sui giornali mettono in risalto i benefici degli alberi in città. Sembra un argomento che fa paura, legato a un mondo misterioso e ricco di incognite dove aleggia il solito spettro dei costi altissimi per la manutenzione del verde. In realtà gli alberi sono i nostri più importanti alleati contro l’inquinamento, un concetto fondamentale che dovrebbe essere pubblicizzato in tutte le città e in tutte le scuole.

La buona progettazione e pianificazione del verde urbano è la prima regola per un successo assicurato nel tempo contro l’inquinamento. Troppe città sono cresciute senza controllo, strangolando i centri storici, senza una intelligente gestione del paesaggio. Non si è voluta promuovere e realizzare una armonica fusione tra città e paesaggio, peggiorando quindi lo scontro tra due dimensioni completamente diverse e in netto contrasto. La progettazione del verde purtroppo è stata fatta seguendo le esigenze delle costruzioni in cemento e non si è pensato invece in senso inverso, ovvero adattare i manufatti urbani al verde e agli alberi già esistenti nel tentativo di realizzare vere e proprie “città verdi”.

Gli alberi sono dei filtri per l’aria, grazie al processo della fotosintesi clorofiliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno. Essi trattengono, tramite le foglie e la superficie della pianta, una grande quantità di particolato. Tramite gli stomi fogliari la pianta assorbe e rimuove gli inquinanti gassosi e li rende inerti attraverso il suo metabolismo. Gli stomi sono presenti sulla pagina inferiore della foglia e la loro funzione è consentire lo scambio gassoso fra l’interno e l’esterno della pianta. Il processo di neutralizzazione degli inquinanti avviene poi con gli organismi che vivono nella terra e che vivono a contatto con le radici della pianta.

Un albero ben gestito e curato, senza essere distrutto da cattive potature, è una grande centrale di assorbimento degli inquinanti. Eliminando tantissimi alberi in città si provoca invece un effetto fortemente negativo sulla qualità della vita e sulla salute delle persone. Più l’albero è grande e imponente più l’opera di purificazione dell’aria avviene nel migliore dei modi, ecco perchè è indispensabile preservare l’integrità delle alberature storiche cittadine e degli alberi monumentali oltre che la tutela dei parchi e giardini storici, veri polmoni verdi per la lotta all’inquinamento. E’ stato calcolato che un albero di 15 metri di altezza può assorbire 10 kg di Anidride Carbonica ogni ora mentre la quantità di ossigeno rilasciata nell’atmosfera è pari a 6 kg al giorno.

L’Ibimet, ovvero l’Istituto di biometeorologia del Cnr di Bologna, ha redatto una classifica degli esemplari arborei capaci di fornire maggiori risultati in aree fortemente inquinate. Anche se tutti gli alberi hanno la capacità di combattere l’inquinamento ci sono delle realtà in cui molte specie arboree collassano di fronte a una situazione particolarmente grave. I sintomi del collasso possono essere seccume, perdita di foglie oltre a crescita stentata e violenti attacchi di malattie fungine e insetti parassiti. Le polveri sottili hanno la capacità di chiudere gli stomi nelle foglie e quindi creare ingenti danni in molte specie arboree sensibili. Secondo gli esperti le specie migliori che possono resistere a un forte inquinamento urbano sono quelle autoctone e della flora locale come frassino maggiore, orniello, biancospino, acero campestre, acero platanoide, acero di monte (acer pseudoplatanus), bagolaro, albero di giuda (Cercis siliquastrum), gelso, ontano nero, carpino bianco, tiglio e olmo. In particolare il bagolaro (Celtis australis) è stato inserito nel top degli alberi anti-smog grazie alla sua resistenza alle malattie e a condizioni difficili. Una ricca biodiversità in ambiente urbano, utilizzando alberi autoctoni, rende più efficace la lotta agli agenti inquinanti. Anche gli alberi sempreverdi che mantengono le foglie tutto l’anno possono avere un ruolo importante nell’assorbimento di ingenti quantità di polveri sottili, come ad esempio i pini, i cipressi e il leccio (Quercus ilex).

E’ importantissimo saper progettare spazi verdi di qualità con specie arboree e arbustive di pregio e longeve. Deve essere ormai chiaro agli amministratori pubblici che ogni azione negativa contro alberi e arbusti in aree urbane non fa altro che peggiorare le condizioni di salute dei cittadini. Azioni importanti devono essere quelle di inserire alberi nei cortili delle scuole e in aree cittadine particolarmente trafficate in modo da mitigare l’aria. Anche l’utilizzo di terrazzi verdi e verde verticale negli edifici può contribuire a migliorare la qualità del clima urbano. E’ infine necessario un immediato cambiamento di rotta nella comunicazione mediatica e nella condivisione di queste fondamentali regole di gestione del territorio, dando sempre maggiore spazio al valore degli alberi.

di Alberto Colazilli
Paesaggista curatore di parchi e giardini
Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus