Medicina: ideata terapia in grado di analizzare cellule tumorali una alla volta

E' stato ideato un metodo alternativo in grado di analizzare le cellule tumorali una alla volta, aprendo nuovi scenari nella medicina di precisione

Due giovani ricercatori italiani hanno ideato una terapia in grado di vedere le cellule del tumore una per una, analizzare il genoma e le mutazioni. Questo è stato reso possibile da DepArray, un metodo di analisi utilizzato nei laboratori di ricerca e che è stato messo a punto dagli scienziati italiani della Silicon Biosystems Menarini, azienda con sede a Bologna e a San Diego e creata da due giovani ricercatori. I risultati dell’impiego di questo metodo sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports. “Il metodo DepArray consente di analizzare campioni in cui sono presenti cellule tumorali scegliendole e isolandole una per una. Nato per la valutazione di cellule maligne rare presenti in campioni ematici liquidi, ora può essere impiegato anche per tessuti e tumori solidi“, spiega Gianni Medoro, Chief Technology Officer di Silicon Biosystems Menarini e inventore della tecnologia DepArray.

20140827_c4_cellule_tumoraliIl materiale bioptico – precisa Nicolò Manaresi, Chief Scientific Officer di Silicon Biosystems Menarini e coordinatore dello studio – viene fissato in formalina e incluso con la paraffina. Tuttavia, molto spesso (circa in un paziente su 6) la percentuale di cellule tumorali presenti nel campione è troppo bassa per avere una valutazione affidabile delle caratteristiche genetiche del tumore, necessaria per la scelta della terapia“. “Grazie alla nostra tecnica – prosegue Manaresi – possiamo disgregare la biopsia fino ad avere una sospensione di cellule libere che vengono passate nel sistema DepArray per essere digitalizzate una per una. In pratica, ciascuna cellula diventa un ‘pixel’ che può essere seguito e analizzato, con una precisione di analisi estrema che consente di eliminare il ‘rumore di fondo’ inevitabilmente presente quando le cellule tumorali sono poche o non tutte esprimono le stesse mutazioni“. I campioni bioptici contengono sia cellule sane che cellule malate e analizzate insieme risultavano diluite. “Abbiamo visto, per esempio, che un campione analizzato con metodo standard indicava il 17% di mutazione nella proteina p53, frequentemente alterata nei tumori; lo stesso campione sequenziato separando le cellule tumorali dalle sane indicava invece che le prime hanno il 100% di p53 mutata (cioè non funzionante), mentre le seconde lo 0%“, aggiunge il Chief Scientific Officer. “La ricerca sta già impiegando il DepArray per lo studio dell’eterogeneità dei tumori e la caratterizzazione delle popolazioni di cellule neoplastiche. In un prossimo futuro speriamo di poter impiegare il metodo per la diagnosi e la stratificazione dei pazienti: individuare con precisione estrema le cellule tumorali e le loro specifiche caratteristiche significa poterle colpire con farmaci disegnati ad hoc che siano efficaci sulle cellule malate, potendo valutare in anticipo con estrema precisione la risposta effettiva del tumore alle terapie disponibili“, osserva Manaresi.

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Nata il 6 agosto 1992 a Melito di Porto Salvo (RC), laureata nel 2015 all'Università degli Studi di Messina. Collabora con MeteoWeb dal 2015 quando ha iniziato la sua carriera da giornalista scientifica. Studia l'ambiente e la climatologia.