AstroSamantha all’Alenia: “l’uomo su Marte è più che una speranza”

AstroSamantha ha visitato Thales Alenia Space dove ha potuto incontrare tutti coloro che l'hanno supportata nella missione

LaPresse/Marco Alpozzi

Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana sullo spazio, ha fatto visita quest’oggi al centro di Thales Alenia Space a Torino. L’astronauta in tarda mattinata, riporta Elena Andreasi, ha incontrato per la prima volta dal suo ritorno dallo Spazio quattro persone che l’hanno assistita nella sua missione sulla Stazione spaziale internazionale. In serata è, invece, prevista la visita al Sermig e l’incontro con la città. Samantha, guidata da Vincenzo Giorgio, vice presidente di Thales Alenia Space,  ha potuto visitare l’area Marte, dove si trovano le copie del lander Schiaparelli e dell’orbiter che saranno lanciati fra pochi giorni nell’ambito della missione Exo Mars, e del rover che andrà sul pianeta rosso nel 2018.

Sam ha visitato anche la clean room dove si trova il modulo Cygnus grazie al quale vengono spediti sulla Stazione Spaziale Internazionale viveri e materiali. Accanto all’astronauta, riporta Andreasi, il sindaco della città Piero Fassino, che ha sottolineato come Alenia Space sia “un grande polo di eccellenza“. Per la Cristoforetti ” fa sempre piacere per gli astronauti incontrare coloro che, ingegneri e scienziati, hanno progettato ciò che va nello spazio e viceversa agli scienziati fa piacere incontrare coloro che davvero hanno usato queste cose nello Spazio“. Per Giorgio “abbiamo avuto piacere di avere la Cristoforetti qui perché a Torino abbiamo costruito l’ambiente nel quale lei ha operato e inoltre abbiamo gestito le operazioni che lei faceva e abbiamo contribuito al suo training attraverso Altec. Le abbiamo poi fatto vedere quello che noi riteniamo il nostro futuro”

marte futuro terra spazio universo esplorazione acqua scoperta (3)Obbiettivo Marte. Ovviamente, per Samantha Marteè il grosso obiettivo di questo secolo  speriamo di questa metà di secolo, di arrivare ad avere degli esseri umani su Marte. Certo ci saranno degli step intermedi. Intanto ci vanno i precursori robotici quindi il grosso evento di questo mese è il primo lancio di Exo Mars“. Concorde anche Vincenzo Giorgio. Perché Marte? – commenta il vicepresidente – Perché contiamo di capire da Marte cosa potrebbe accadere un giorno sulla Terra. Sappiamo che un tempo aveva un ambiente molto più caldo e umido e acqua liquida in superficie. Il nostro è un contributo tecnico per arrivare su Marte con il rover cui un giorno daremo un nome“. Sempre per il vicepresidente, riporta Andreasi, l‘uomo su Marte “è più che una speranza. Quello che noi stiamo facendo è uno step. Per portare un uomo su Marte servono tutte le tecnologie, non solo per farlo arrivare, ma anche per farlo ripartire. Inoltre dobbiamo saper far vivere su Marte una persona, perché la missione in totale richiede un tempo di circa 2 anni e mezzo/tre“. “Dobbiamo dotare l’astronauta di mezzi intrinseci per poter vivere, perché non possiamo portare tutto il cibo, tutta l’acqua e tutta l’aria . Magari non avrà tutti gli strumenti ma avrà una stampante 3D con cui costruirli e noi gli manderemo le istruzioni dalla Terra. E poi dovrà essere in grado di fare vegetation, quindi far crescere dell’insalata per esempio. Dovrà essere in grado di riciclare l’acqua, perché non potrà sprecarla come facciamo noi, e questa tecnologia una volta sviluppata sarà molto utile anche nella gestione delle nostre risorse. Infine dovrà essere in grado di fare delle autocure“.

Missione Exomars. Il progetto Exomars è composto da due missioni con l’obbiettivo di cercare delle tracce di vita su Marte. Sono sviluppate dall’Agenzia spaziale europea (ESA) e dall’Agenzia spaziale russa (Roskosmos). Queste prevedono il primo lancio di un orbiter a marzo e l’altra di un rover nel 2018. Altec gestirà e costruirà il Rover Operations Control Center, da cui verrà effettuato il controllo del rover che atterrerà su Marte nel 2018. Sia per il 2016 che per il 2018 il contributo italiano alla missione è di assoluta rilevanza. Si prevede che la prima missione partirà il 14 marzo 2016, dal cosmodromo di Baikonur.

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Nata il 6 agosto 1992 a Melito di Porto Salvo (RC), laureata nel 2015 all'Università degli Studi di Messina. Collabora con MeteoWeb dal 2015 quando ha iniziato la sua carriera da giornalista scientifica. Studia l'ambiente e la climatologia.