Mononucleosi: sintomi, contagio, diagnosi, cura e prevenzione

Mononucleosi: sintomi, contagio, diagnosi, cura e prevenzione

La mononucleosi, gergalmente detta "malattia del bacio", è una malattia infettiva, acuta e contagiosa. Ecco a cosa è dovuta, come curarla e prevenirla

La mononucleosi è una malattia infettiva, acuta e contagiosa che colpisce l’organismo in seguito alla trasmissione del virus di Epstein-Barr (EBV) , appartenente alla famiglia degli Herpes viridae.Chiamata anche adenite acuta infettiva, febbre ghiandolare, febbre ghiandolare di Pfeiffer, linfoadenosi acuta epidemica, nel gergo popolare è nota come malattia del bacio, colpendo principalmente giovani, adolescenti e giovanissimi.

SINTOMI: Molto spesso la mononucleosi è asintomatica ma non è detto che un soggetto che non ha mai presentato i sintomi tipici della malattia, in realtà non abbia mai contratto il virus in passato, specie da ragazzino o da giovane. Tra i sintomi principali: febbre, forte mal di gola, mal di testa, debolezza, stato di malessere generale, dolori muscolari diffusi, ingrossamento dei linfonodi, specie quelli del collo, ingrossamento della milza e talvolta anche del fegato, rash cutaneo, ittero, sudorazioni intense specie di notte, perdita di peso, piccoli puntini rossi sul palato, rigonfiamento delle palpebre, più raramente esantema tipo morbillo.

MONONUCLEOSI COPCONTAGIO: Il contagio può essere diretto ed avvenire, in particolare, tramite saliva (via oro-faringea), rapporto sessuale, trasfusioni di sangue ed emoderivati; oppure indiretto, tramite, ad esempio, l’utilizzo comune di oggetti contaminati quali posate, bicchieri, piatti e giocattoli. Le persone che hanno contratto il virus sono da considerarsi portatori, quindi a rischio di contagio, per almeno 6 mesi; un periodo finestra nel corso del quale, attraverso il contatto, diretto o indiretto, essi possono contagiare altre persone.I luoghi dove avviene con maggior facilità il contagio sono quelli dove c’è uno scarso ricambio d’aria e una notevole vicinanza tra gli individui. Locali piccoli, autobus, metropolitane e sale d’attesa sono tra i posti maggiormente a rischio per la trasmissione del EBV (Epste in-Barr Virus).

MONONUCLEOSI 1DIAGNOSI: La diagnosi precoce di mononucleosi avviene tramite tre tipi di analisi: il Monotest, ,a reazione di Paul Bunnel, gli anticorpi antivirus di Epstein-Barr IgG e IgM . Viene richiesto, inoltre, l’esame emocromocitometrico per l’analisi al microscopio dei globuli bianchi e delle transaminasi, in quanto i primi, in presenza di questa malattia, appaiono “molto grossi” e si chiamano “virociti” o “linfociti attivati”; mentre le seconde potrebbero risultare alte, anche se solo transitoriamente. CURA: Non esistono farmaci capaci di combattere il virus responsabile della mononucleosi ma vengono impiegati antinfiammatori, analgesici, antipiretici, vitamine e sali minerali, più raramente corticosteroidi per attenuare i sintomi. Essenziale il riposo, trascorrendo7/10 giorni sotto le coperte, anche per evitare che si verifichi una delle complicanze più temute: la rottura della milza. Evitate, inoltre, le attività fisiche pesanti per almeno due mesi.

MONONUCLEOSI 2PREVENZIONE: Se è vero che curarsi è importante, prevenire lo è ancor di più. Poiché la malattia si può contrarre per mezzo del contatto diretto con la saliva o con le mucose, quindi, non solo attraverso il bacio, ma anche per mezzo di un rapporto sessuale completo e non protetto, è opportuno e molto importante evitare il contatto quando la malattia è conclamata, ma anche il contatto indiretto, ovvero l’uso di stoviglie, bicchieri, spazzolini ed altri oggetti di uso personale che potrebbero essere contaminati (es. bottigliette dell’acqua, cannucce, forchette, rossetti, spray per la gola ecc.). La mononucleosi si previene mantenendo sempre i luoghi in cui si vive puliti e rafforzando il proprio sistema immunitario attraverso un’alimentazione equilibrata, bevendo molta acqua. E’ consigliabile un’integrazione minerale e vitaminica.

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