Roma, il quartiere Preneste si mobilita per la tutela del lago dell’Ex-Snia

I movimenti che hanno strappato il lago dell'ex Snia alla cementificazione, nel quartiere Preneste di Roma, puntano ora al riconoscimento dell'area verde come Monumento Naturale

I movimenti attivi da anni nel quartiere Preneste di Roma non si arrendono e continuano la loro battaglia affinché il lago Sandro Pertini (conosciuto come lago dell’Ex-Snia) venga tutelato dallo Stato e dalla Regione Lazio. Comitati cittadini e movimenti riuniti nel Forum del parco delle energie portano avanti da anni una battaglia per la salvaguardia e il recupero dell’area dove sorgono i resti della fabbrica SNIA Viscosa e una vasta estensione di terreno non costruito. In quest’area, situata fra via di Portonaccio, via Prenestina e via di Casal Bertone, si trova un lago di 10.000 metri quadrati alimentato dalle acque di falda dell’Acqua Bullicante.

Il lago si formò negli anni ’90 durante la costruzione di un centro commerciale, peraltro costruito senza le necessarie autorizzazioni. Durante gli scavi delle fondamenta, evidentemente effettuati senza indagini geologiche e idrogeologiche, venne intercettato un considerevole flusso idrico sotterraneo. L’acqua invase i cantieri obbligando all’abbandono dell’opera. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, ancora si possono vedere i resti in cemento armato di quella struttura. Si tratta però dell’unico scempio in un’area verde che potrebbe diventare – e in parte già è – un piacevole parco cittadino, un vero polmone verde in una zona della città molto urbanizzata. Il lago originatosi per risalita delle acque di falda è ancora oggi presente, uno specchio d’acqua limpida nel cuore della periferia est di Roma.

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credits: lagoexsnia.wordpress.com

I movimenti della zona hanno organizzato negli anni numerose mobilitazioni per sottrarre quello spazio ai progetti urbanistici (l’ultimo durante la giunta Alemanno, prevedeva la costruzione di quattro torri da trenta piani) e per riportarlo alla cittadinanza. Di passi avanti ne sono stati fatti tanti, in particolar modo nel 2014 quando la giunta Marino ha espropriato quei terreni rendendoli pubblici. Fino ad ora però, questo polmone verde nel cuore della periferia romana è andato avanti soltanto grazie all’autogestione e alla buona volontà di tante persone e movimenti locali. Proprio come accaduto in molte aree della città, dove le aree verdi sono state strappate all’urbanizzazione da comitati di cittadini organizzati e movimenti, e poi riconosciuti parchi cittadini dopo anni di lotte.

Ora l’obiettivo dei movimenti è che l’area venga dichiarata monumento naturale, compresa quella dove si trovano i resti della fabbrica SNIA (potenzialmente di interesse come elemento di archeologia inustriale), e che il lago venga inserito nel Demanio Idrico e nel nuovo PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale). In questi giorni, dal 23 al 25 aprile, il forum permanente del parco delle energie ha organizzato una serie di iniziative per avvicinare i cittadini del quartiere Pigneto-Prenestino al parco, e per dare nuovo impulso alla battaglia di salvaguardia di questo importante spazio verde.

Uno striscione di 12 metri è stato srotolato sul mostro di cemento la cui costruzione causò la formazione del lago. Sopra si può leggere: “Monumento naturale” e “No cemento”.

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