Tecnologia: arriva il nuovo robot in grado di svolgere le pulizie domestiche

Ha braccia allungabili per prendere oggetti anche da terra e ruote per muoversi con delicatezza così da non 'pestare' gli animali domestici

LaPresse/Reuters

Ha braccia allungabili per prendere oggetti anche da terra e ruote per muoversi con delicatezza così da non ‘pestare’ gli animali domestici. E’ l’umanoide capace di aiutare le persone in casa e rappresenta una nuova frontiera della robotica italiana. Perchè a realizzare il robot di un futuro ormai prossimo sono stati anche gli scienziati dell’iCube Iit di Genova. E tutto questo è già una quasi realtà. “Il prototipo è già pronto ed a breve potrà essere industrializzato” anticipa all’Adnkronos Francesco Nori ricercatore in tenure track al laboratorio Dynamic Interaction Group, costola dell’iCube Facility guidato da Giorgio Metta, vice direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

E’ un robot pensato per applicazioni casalinghe ma che potrà trovare ‘lavoro’ anche nelle industrie, nei centri commerciali o negli ospedali” perchè “dotato di capacità percettive che facilitano l’interazione con l’uomo” spiega Nori. L’umanoide è la punta di diamante della nuova linea di ricerca della robotica europea, ha “un certo numero di capacità e anche noi abbiamo contribuito a questo avanzamento” aggiunge il ricercatore. Il robot “ha ‘pelle’ elettronica con capacità percettive, una innovazione che consente all’umanoide di interagire sul lavoro“. Ed “è un grosso passo avanti” quello che è stato realizzato all’Iit. Il robot ‘amico dell’uomo’, o il ‘plastic robot’, come lo hanno battezzato i suoi ideatori, ha fatto la sua prima comparsa poco più di due settimane fa al Galileo Festival dell’Innovazione di Padova e sta già tracciando una nuova linea di confine per la robotica. Lo stesso Metta ha confermato in quell’occasione che, una volta pronto per il mercato, l’umanoide, dall’attuale costo di circa 250mila dollari, “sarà uno dei primi commerciali al mondo” pensato per il settore casa.

Questi robot, evidenzia ancora Francesco Neri, “potranno fare lavori usuranti o rischiosi per l’uomo e trovano terreno fertile già nell’industria automobilistica e nelle Pmi“. Il robot che aiuta in casa, continua Neri, “conta sul 50% di finanziamenti Ue, pari a 4 milioni di euro, del VII Programma Quadro per la ricerca ICT con il progetto Codyco” e “continueremo ad andare avanti nei nostri studi con i bandi di Horizon 2020” assicura. Intanto sta crescendo iCube, il robot bambino più famoso in Italia e a livello internazionale che, da inizi 2000, “oggi ha raggiunto la capacità cognitiva di un bambino di 2-3 anni” riferisce Neri. ICube, nato dal genio del team di robotici dell’allora LiraLab di Genova guidato da Giulio Sandini e Giorgio Metta con un progetto ormai confluito nell’Iit, “oggi riconosce circa una trentina di oggetti e con loro interagisce” anticipa Neri. Su questo fronte all’Iit “si stanno facendo molti passi avanti” e, anticipa, “si sta spingendo la ricerca, con lo sviluppo di iCube, su robot capaci di interagire con gli operai“.

Nessuna preoccupazione però da parte dei robotici che gli umanoidi possano ‘rubare’ lavoro all’uomo. “Non vediamo problemi per l’occupazione. Si sta puntando a robot che lavorino con l’uomo, non che lo sostituiscano“. E, del resto, la possibilità che la robotica riesca a ‘copiare’ il cervello umano è davvero ancora lontanissima. Eppure tentare di realizzare un robot con un cervello che copi quello dell’uomo è “un obiettivo che l’Ue non ha voluto perdersi” afferma l’ingengere elettronico Andrea Bonarini, uno dei maggiori esperti di intelligenza artificiale italiani e docente al Politecnico di Milano. “L’Ue ha varato un progetto da 100 milioni di euro l’anno che per i prossimi dieci anni studierà questa possibilità. E’ una meta lontana ma per l’Europa ha lo stesso fascino che ebbe per gli Usa l’obiettivo di andare sulla Luna“. Un esperimento, ricorda Bonarini, “è stato tentato imitando una parte del cervello del gatto, la corteccia visiva, una piccolissima parte di un cervello già meno complesso di quello dell’uomo. Un obiettivo comunque enorme, basti pensare che solo per raffreddare questo sistema servirebbe una centrale nucleare“.

Pionieri della robotica, continua l’esperto del Politecnico di Milano, “hanno imitato in Cina comportamenti umani usando i test di Turing“, dal genio matematico del britannico Alan Turing, uno dei padri dell’informatica. E se sul panorama internazionale la robotica apre orizzonti sempre più affascinanti, anche nel nostro Paese la ricerca avanza velocemente. “Al Politecnico di Milano -riferisce Bonarini- lavoriamo sui veicoli-robot, su carrozzine per disabili che siano sempre più autonome. E nel mio gruppo sperimentiamo robot che interagiscano con le persone attraverso il gioco: facciamo robot in grado di provare emozioni per avvicinarli agli anziani o ai bambini autistici“. “Inoltre, abbiamo già -aggiunge lo scienziato- prototipi di giochi robotici e lavoriamo perchè siano capaci di interagire sempre più con le persone, tanto da spingere un bambino ad accarezzarli come veri compagni di giochi“. Ed ora, taglia corto Bonarini, “il mercato dei giochi robot sta catturando anche la finanza, visto che queste tecnologie sono già state usate per modellare l’andamento del mercato e poi decidere cosa comprare in Borsa“.