Allergia alle punture di api, vespe e calabroni: al via la campagna di informazione

L’iniziativa ha l’obiettivo di far conoscere agli italiani, regione per regione, l’esistenza e le caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di api, vespe e calabroni

Ritorna rinnovata nelle iniziative al servizio dei cittadini, la campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti (www.federasmaeallergie.org) e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò (www.alk-abello.it). L’iniziativa, partita nella seconda metà di maggio e attiva fino a ottobre inoltrato, ha l’obiettivo di far conoscere agli italiani, regione per regione, l’esistenza e le caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, oltre alle terapie con cui trattarle. Una famiglia che comprende oltre 100.000 specie d’insetti, tra i quali, i più noti e comuni sono, le api, le vespe e i calabroni.

In Calabria ha aderito il Centro di allergologia di Scilla e i Pronto Soccorso afferenti. In queste strutture il pubblico potrà trovare il materiale informativo della campagna.

“La nostra associazione – spiega Filippo Tesi, Presidente di FederAsma e Allergie Onlus – è da tempo impegnata nella sensibilizzazione della popolazione sui rischi delle allergie da veleno di api, vespe e calabroni. Si tratta infatti di un problema di grande attualità, che può colpire adulti, anziani e bambini, con esiti potenzialmente pericolosi. La campagna Punto nel Vivo, sostenuta dai principali esperti allergologi italiani, arriva in Calabria per coinvolgere i principali centri di allergologia e Pronto Soccorso della regione, con la distribuzione di materiale informativo, come poster e volantini. La nostra speranza è che grazie a questa iniziativa le persone non rischino di sottovalutare le reazioni delle punture e in caso di vere e proprie reazioni allergiche si possano rivolgere allo specialista allergologo. La campagna Punto nel Vivo infine è l’occasione per ricordare che FederAsma è una federazione di associazioni aperta a tutte le realtà omologhe calabresi, con l’obiettivo di garantire una diffusione sempre più capillare dei diritti dei pazienti.”

9 italiani su 10 punti almeno 1 volta nella vita. 8% la possibilità di essere allergici

Nel corso della loro vita, 9 italiani su dieci vengono punti da un’ape, vespa o calabrone e fino all’8% di questi può sviluppare una reazione allergica, spesso senza sapere quali possano essere le conseguenze: reazioni locali importanti, con pomfi in sede di puntura superiori al diametro del palmo della mano, casi più rari di shock anafilattico fino all’evento eccezionale del decesso (non meno di 10 casi all’anno accertati in Italia).

Anziani e apicoltori i più colpiti da reazioni allergiche al veleno di imenotteri

Secondo gli esperti è importante ribadire come, secondo i dati, le persone che registrano il maggior numero di reazioni allergiche da veleno di imenotteri sono in primis gli apicultori, che con tutta evidenza hanno un rischio, classificabile come professionale, che li porta a registrare fino al 32%[1] delle reazioni sistemiche. Mentre un discorso diverso va fatto per gli anziani che diventano allergici agli imenotteri, il cui problema consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari.

Facebook.com/puntonelvivo

La prima pagina Facebook dedicata all’informazione sulle reazioni da punture di imenotteri è oggi seguita da oltre 21.000 fan, che attraverso informazioni semplici e pratiche possono conoscere gli imenotteri, distinguere una reazione normale da una reazione allergica, valutare la sua gravità, comprendere quando è necessario avere a disposizione e come utilizzare l’adrenalina autoiniettabile, presidio salvavita, e conoscere in quali casi rivolgersi allo specialista allergologo che, se necessario, praticherà una desensibilizzazione con l’immunoterapia allergene specifica (AIT), unica terapia in grado di “curare” questa allergia.

[1] Bilo’ M.B. 2009