Alzheimer: la forma più comune di demenza senile colpisce un milione di persone in Italia

'Ricordati di me': è questo il titolo della XXIII Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra oggi

Ricordati di me‘. E’ questo il titolo della XXIII Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra oggi. La ricorrenza è stata istituita nel 1994 dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Alzheimer’s disease International. Si tratta della forma più comune di demenza senile, che si stima colpisca un milione di persone in Italia, ed è caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, fino a portare serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Oggi sono tante le iniziative programmate in molte regioni italiane, che informano e sensibilizzano attraverso convegni con esperti, mostre e stand informativi.

A Milano alle 16.15 il ‘Gruppo Abc’ incontra i familiari, mentre il 22 è in programma il convegno ‘La persona con decadimento cognitivo tra scienza, etica e diritti’, a palazzo Marino. A Torino il 27 settembre alle 17:30 il professor Maurizio Bellucci Sessa, fisiatra, risponderà alle domande dei familiari presso la sede di Alzheimer Piemonte. A Bari questa mattina dalle 8:30 alle 19:00 all’Hotel Palace ‘Alzheimer e … tutto ciò che è possibile – Una cartella clinica particolare‘. Mostra della pittrice Francamaria Ricco colpita dall’Alzheimer e scomparsa nel febbraio 2013. Il 29 settembre, sempre a Bari, dalle 8:30 alle 19:00 il convegno ‘La malattia di Alzheimer tra fede, scienza e tecnologia’, presso l’Università degli Studi, Salone degli Affreschi.

A Trento oggi alle ore 17 presso la sala conferenze della Fondazione CaRiTro si presenta il Vademecum in versione multilingue per assistenti familiari stranieri, mentre il 25 settembre alle ore 9:30 ‘Camminare: un aiuto naturale per prevenire l’Alzheimer’ con partenza da piazza Venezia. Da segnalare a Trieste l’impegno della ‘Barcolana’, la celebre regata in programma il 1 e 2 ottobre alle ore 10, dove si sensibilizzerà sulla malattia.

L’IMPEGNO DELL’EMILIA ROMAGNA. Tra le regioni più attive c’è l’Emilia Romagna dove le nuove diagnosi superano quota 11mila ogni anno, con una stima complessiva di 74mila persone malate. Per tutta la settimana, ci saranno incontri e iniziative informative, organizzate dalle Aziende sanitarie con gli enti locali e le associazioni dei familiari. “Il tema delle demenze, che nella nostra regione interessa circa 74mila persone, e oltre 100mila se si considerano anche i familiari che se ne prendono cura, è sicuramente uno degli ambiti nel quale sviluppare ancora di più l’integrazione socio-sanitaria– ricorda l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-, come prevede il nuovo Progetto regionale demenze. L’obiettivo è consolidare la rete, diffondere le buone pratiche e assicurare la migliore qualità della vita possibile: ai malati e ai familiari”.

Da Piacenza a Rimini sono 61 i Centri per i disturbi cognitivi e demenze delle Aziende sanitarie (nuova denominazione stabilita con delibera di luglio 2016), presenti in tutti e 38 i distretti sanitari. In costante aumento le prime visite specialistiche: 23.090 lo scorso anno (+ 8% rispetto al 2014); 14.500 le consulenze specialistiche rivolte ai familiari delle persone colpite (tra psicologiche, assistenziali, legali e ambientali). Le terapie farmacologiche hanno riguardato 12.140 persone (2.281 in più rispetto al 2014). Cinquantacinque i ‘Caffè Alzheimer’ (frequentati da circa 2.200 persone all’anno) che offrono stimoli cognitivi e occasioni di socializzazione; 356 le iniziative formative e informative che hanno coinvolto 5.800 familiari. Cinquantadue i gruppi di sostegno e di auto-aiuto attivi in Emilia-Romagna. La Regione ha anche presentato un nuovo progetto per la cura in cui si stabilisce la composizione minima dell’équipe dei Centri per i disturbi cognitivi e demenze: medico (geriatra e/o neurologo), infermiere, psicologo, che devono assicurare il collegamento con l’assistente sociale e con la rete dei servizi distrettuale, comprese le associazioni dei familiari.