Biotech, Boncinelli: astromania e ignoranza ci distraggono dalla svolta in arrivo

"Per noi esseri umani, per la salute e per il nostro modo di vivere, le biotecnologie sono il massimo"

Per noi esseri umani, per la salute e per il nostro modo di vivere, le biotecnologie sono il massimo. Sono il modo che l’uomo ha inventato per intervenire sulla biologia, oltre che studiarla“. E’quanto sostiene il genetista Edoardo Boncinelli che lancia un appello: alfabetizzare gli italiani del futuro fin dalla scuola materna. Lo scienziato, oggi a Milano in occasione della presentazione della quarta Settimana europea delle biotecnologie, che vedrà l’Italia animata da un numero record di iniziative dal 26 settembre al 2 ottobre, riflette sullo stato dell’arte del biotech e sulle “prospettive più entusiasmanti” che si stanno per aprire.

Va notato però che ultimamente da un punto di vista scientifico c’è un certo deragliamento dell’attenzione verso l’astrofisica – osserva Boncinelli – Non so se questo è deliberato oppure no. E se è deliberato, non so se l’intenzione è positiva o negativa. Comunque, dicano quello che vogliono, ma l’interesse principale è sempre su quello che si può fare sulla vita nostra e degli altri esseri viventi. E’ nata persino una filosofia che si chiama biofilosofia per dimostrare che la vita è diventata protagonista e il modo migliore è studiarla a fondo, anche metterci le mani sopra, perché la scienza moderna non è più contemplativa ma manipolativa“, riflette il genetista. Per l’esperto “siamo vicini a un salto quantico con le nuove tecniche di editing genetico“. E cita il metodo ‘Crispr-Cas 9’, il ‘taglia e cuci’ del Dna con cui “si potranno modificare tutti i genomi, compreso il nostro. Siamo alla vigilia di un evento fondamentale anche se non ci siamo ancora. Quello che le biotecnologie possono fare oggi è continuare con la produzione di vaccini e di test, perché la prevenzione è sempre più importante della terapia, e proiettarsi con gli strumenti anche mentali verso un futuro che diventa sempre più promettente“.

Boncinelli fa notare che “in realtà l’editing genetico è esploso. Prima se ne parlava nei corridoi, ora se ne parla ad alta voce, anche se non tutti se ne sono accorti. Non è un avanzamento tecnico essenziale, però essenziale sono la velocità a basso costo e la precisione con cui si può intervenire. In serie, addirittura, si possono modificare i genomi delle piante, per esempio. E fare la selezione come si faceva una volta, però senza mutagenizzare in maniera antipatica con radiazioni o sostanze chimiche, ma mutagenizzando con questo metodo“. Quindi, avverte lo scienziato, “abbastanza presto ne vedremo delle belle. Secondo me, però, il mondo non è preparato. La gente non se l’aspetta, stanno ancora a litigare su realtà obsolete come gli Ogm. I nuovi prodotti lo sono o no? E’ una questione bizantina: sono Ogm però la speranza è che non vengano chiamati così, in modo che cadano tutte le resistenze psicologiche. Oggi possiamo intervenire sulla biologia, nostra e delle piante e anche degli animali domestici. Torneremo, è certo, a dare attenzione alla scienza e alla biologia, è troppo importante. La vita va avanti per nanotecnologie. La modificazione genetica, l’editing delle cellule, il nanotech si troveranno insieme nella preparazione di quello che sarà un salto quantico: la modificazione del nostro genoma. Avverrà, e tutto questo, anche le dispute bioetiche sul tema, è solo l’antipasto. Ora facciamo finta di non sapere che avverrà“.

Oggi le biotecnologie sono in fermento, incalza Boncinelli. “La terapia genica per esempio sta vivendo una fase di risveglio”, dopo un sonno “di 20 anni. Le nuove tecnologie di editing genetico porteranno a un cambio enorme: poter fare modifiche genetiche sul Dna di qualsiasi specie a basso presso e con efficacia. Non sappiamo dove andremo a finire con l’editing genetico, ma si possono costruire miliardi di organismi geneticamente modificati, senza chiamarli Ogm. Sono ottimista che supereremo le tante resistenze in Italia e nel mondo. E’ ora di finirla di avere paura di cose inesistenti“. Il periodo non è semplice, spiega. “Mi è capitato di partecipare a dibattiti su persone che curano malattie con le chiacchiere. C’è tanta ignoranza e diffidenza. La diffidenza è la più difficile da combattere, contro l’ignoranza c’è l’alfabetizzazione scientifica che deve cominciare prestissimo, anche già dalla scuola materna. Un esperimento simile lo stiamo facendo a Foligno. Dal punto di vista della scienza bisogna informare correttamente e precisamente fin dai primi anni di carriera scolastica. Dal punto di vista del cittadino, che verrà sempre più spesso chiamato a rispondere a domande del governo su questi aspetti, il consiglio è di informarsi. C’è libertà di pensiero e libertà di parlare, ma non di parlare a vanvera. Dobbiamo vincere il gioco a nascondino che l’italiano medio fa con la scienza – conclude – e goderci i risultati della ricerca, frutto di un lavoro di decenni“.