Biotech, l’esperto: “siamo ad una svolta epocale grazie al ‘taglia-incolla’ del Dna, cambierà tutto ma la gente è ancora impreparata, ignoranza e diffidenza difficili da combattere”

Il mondo non e’ ancora pronto ad affrontare gli incredibili scenari che si apriranno a breve grazie alle nuove tecniche di ingegneria genetica che permettono di riscrivere il Dna in maniera ultra-precisa. Ne e’ convinto il genetista Edoardo Boncinelli che, a margine del lancio della European Biotech Week nella sede di Assobiotec, si dice “moderatamente ottimista” sulla possibilita’ di superare le paure e le diffidenze della gente comune. “Le dispute bioetiche che abbiamo avuto finora sono soltanto l’antipasto di quel che verra’”, afferma Boncinelli. “Siamo vicini ad un salto quantico, con la tecnica Crispr sara’ un gioco da ragazzi modificare tutti i genomi, compreso il nostro. Prima se ne parlava solo nei corridoi, ma ora l’editing genetico e’ esploso, anche se non tutti se ne sono accorti”. Il cosiddetto ‘taglia-incolla’ del Dna “non rappresenta un grosso cambiamento concettuale, ma lo e’ da un punto di vista pratico – precisa il genetista – perche’ permette di modificare il Dna velocemente, a basso prezzo e con un’enorme precisione. Presto ne vedremo delle belle, anche se secondo me il mondo non e’ ancora preparato: la gente non se l’aspetta, sta ancora a litigare su realta’ obsolete come gli Ogm”.

dna-test Anche gli esseri viventi ‘ritoccati’ con la Crispr saranno degli organismi geneticamente modificati, sottolinea Boncinelli, “ma la speranza e’ che non vengano chiamati cosi’, in modo da far cadere tutte le resistenze psicologiche. In questo senso sono moderatamente ottimista, bisogna finirla di avere paura di cose inesistenti. L’ignoranza e la diffidenza sono difficili da combattere, e per questo bisogna iniziare l’alfabetizzazione fin dai primi anni di scuola: i cittadini saranno sempre piu’ spesso chiamati a pronunciarsi su questioni delicate, e per dare un’opinione dovranno essere ben informati. Dobbiamo vincere il gioco a nascondino che l’italiano medio fa con la scienza”.