Collisioni cosmiche: le onde gravitazionali al FestivalFilosofia 2016

Sabato 17 settembre alle 20.30, in piazzale della Rosa a Sassuolo, l’INFN porta sul palcoscenico del FestivalFilosofia 2016 le onde gravitazionali

Sabato 17 settembre alle 20.30, in piazzale della Rosa a Sassuolo, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) porta sul palcoscenico del FestivalFilosofia 2016 le onde gravitazionali. Fulvio Ricci, coordinatore della collaborazione Virgo, protagonista assieme a Ligo della storica scoperta, e Paola Puppo, ricercatrice della collaborazione Virgo, dialogheranno con il giornalista scientifico Marco Cattaneo su come la scoperta delle onde gravitazionali stia cambiando il nostro modo di vedere l’universo. Collisioni Cosmiche. Di che cosa parliamo quando parliamo di onde gravitazionali è il titolo dell’evento, durante il quale alla spiegazione scientifica si intrecceranno il racconto di come si lavora all’interno delle grandi collaborazioni internazionali, in un delicato rapporto di competizione e cooperazione, per raggiungere risultati che possono cambiare radicalmente il nostro sguardo sulle cose.

Siamo nell’universo profondo. Due masse densissime, due buchi neri, iniziano ad avvicinarsi e poi a piroettare vorticosamente l’una attorno all’altra, sempre più veloci, sempre più vicine, fino a scontrarsi, fondendosi in un unico, nuovo oggetto astrofisico, un buco nero ancora più denso e pesante. Così si sono originate le onde gravitazionali che i fisici sono riusciti a rivelare per la prima volta un anno fa, il 14 settembre del 2015, un trofeo agguantato dopo una caccia durata oltre quarant’anni. È stata definita la scoperta del secolo. E il suo annuncio al mondo, dato in contemporanea negli Stati Uniti e in Italia lo scorso 11 febbraio, è avvenuto proprio nel centesimo compleanno della Relatività Generale di Albert Einstein, la teoria che ne aveva prevista l’esistenza. Queste piccolissime increspature dello spaziotempo che permea tutto l’universo, così minuscole che lo stesso Einstein era convinto non saremmo mai riusciti a rivelarle, sono originate dalle masse in movimento. E quelle che i nostri strumenti riescono a osservare sono prodotte dagli eventi astrofisici più violenti che avvengono nel cosmo. Come lo scontro e la fusione di due buchi neri, appunto, o l’esplosione di una grande stella alla fine della sua vita. A narrare questo racconto cosmico saranno, appunto, due dei protagonisti della storica impresa, che hanno lavorato assieme a un altro migliaio di colleghi provenienti da mezzo mondo, destreggiandosi tra competizione e collaborazione.