Dal legno naturale all’imbottitura in ecopiuma, anche l’arredo è green

Anche il settore dell'arredo è sempre più green venendo incontro alle esigenze dei consumatori

Dall’utilizzo del legno naturale alla pelle a impatto zero fino ad arrivare all’imbottitura in ecopiuma. Anche il settore dell’arredo è sempre più green venendo incontro alle esigenze dei consumatori sempre più attenti ai prodotti ecologici, ai processi produttivi e all’utilizzo delle risorse. L’azienda austriaca Team 7, produttrice di arredi di design in legno naturale, ad esempio, oltre all’impiego di materie prime sostenibili, si impegna su una produzione efficiente in termini di energia, evitando di produrre rifiuti.
Per prevenire gli sprechi, infatti, l’azienda nello stabilimento di sua proprietà produce pannelli esclusivamente su commessa. Inoltre, per i mobili in legno naturale di alta qualità vengono utilizzati esclusivamente latifoglie pregiati quali faggio, ontano e rovere provenienti da foreste locali. In questo modo è possibile evitare i lunghi tragitti ad alto consumo di energia, necessari invece per il trasporto dei legni tropicali.
Punta sulla sostenibilità anche l’azienda italiana Gruppo Europmobil con Désirée divani che ha introdotto la pelle a impatto zero e l’imbottitura in ecopiuma. Frutto di oltre 10 anni di ricerca Dani, la pelle Zero Impact è Foc (Free of Chrome), ossia esente da metalli pesanti. Rilascia meno 5% di emissioni di Co2 e ha un bilancio ambientale tra attivo e passivo pari a Zero. La quota eccedente di Co2, prodotta nelle fasi di concia, viene, infatti, abbattuta grazie ad un progetto di forestazione certificato internazionalmente.
Désirée privilegia inoltre pelli bovine provenienti dai migliori pascoli per garantire un’alta qualità estetica. Inoltre, Désirée utilizza un’imbottitura composta da fiocchi di microfibre in poliestere siliconato che, avendo la stessa traspirabilità e morbidezza della piuma naturale, non necessita di frequente manutenzione, non fuoriesce dalla fodera, si lava in acqua o a secco e rappresenta così una scelta di “consumo consapevole”. (AdnKronos)