Espansione cosmica “uniforme”: l’Universo si sta “stirando” in tutte le direzioni

Un team di ricerca britannico ha trovato la prima prova indipendente a sostegno dell’espansione uniforme dell’Universo

I cosmologi possono tirare un sospiro di sollievo. Il modello dell’espansione uniforme dell’Universo, condiviso dalla maggior parte degli scienziati per spiegare l’evoluzione del cosmo che ci circonda, è corretto.

La conferma – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – arriva da un team di ricerca dell’University College London (UCL) e dell’Imperial College, che ha dimostrato che il nostro Universo non si sta ‘stirando’ in una direzione particolare, ma la sua espansione è uniforme.

Lo studio, pubblicato su Physical Review Letters, ha analizzato la radiazione cosmica di fondo (CMB, dall’inglese cosmic microwave background), ovvero la radiazione elettromagnetica residua prodotta dal Big Bang che ancora oggi permea l’Universo. In particolare, gli astronomi si sono basati su misurazioni della CMB effettuate tra il 2009 e il 2013 dal satellite Planck dell’ESA. Questi dati mostrano per la prima volta una polarizzazione della radiazione cosmica di fondo, fornendo così una visione del giovane Universo complementare rispetto al quadro fino ad oggi conosciuto.

Il nuovo tassello si inserisce in modo perfettamente armonico nel più complesso mosaico del modello standard dell’Universo, secondo cui lo spazio si espande nello stesso modo in tutte le direzioni. Lo studio di UCL e Imperial College fornisce così una conferma importante e indipendente della cosmologia classica.

La nostra comprensione attuale dell’Universo – commenta Daniela Saadeh, prima firma dell’articolo – è costruita sull’assunzione per cui non c’è una direzione di espansione preferenziale. Tuttavia, esiste una grande quantità di scenari in base ai quali la teoria di Einstein potrebbe permettere all’Universo di essere ‘sbilanciato’; per questo è importante la nostra nuova prova a favore dell’espansione uniforme”. Ma trovare questa conferma non è stato così facile. I ricercatori hanno costruito diversi modelli dell’Universo, con spin e fattori di espansione differenti. “Abbiamo calcolato – prosegue Saadeh – le distribuzioni che assumerebbe la radiazione cosmica di fondo se lo spazio presentasse diverse proprietà in diverse direzioni. Poi abbiamo confrontato queste previsioni con la realtà, analizzando una miriade di universi possibili”.

Fortunatamente per la cosmologia, in tale moltitudine di scenari quello prevalente è stato proprio il modello dell’espansione uniforme dell’Universo. Un risultato non banale, spiega Saadeh, dal momento che le probabilità che il cosmo ‘preferisca’ una direzione rispetto a un’altra è di circa 1 su 121.000. “Siamo molto felici che il nostro lavoro difenda ciò che sostiene la maggior parte dei cosmologi. Per ora, la cosmologia è salva”.