Fertility Day 2016: lo scopo dell’iniziativa e le incessanti polemiche sulla sua istituzione

Tante le polemiche sorte intorno al Fertility Day. Ecco perché è stato istituito e perché sta destando così tante preoccupazioni

Si celebra oggi, 22 settembre, il contestatissimo Fertility Day 2016, la cui istituzione, prevista dal Piano Nazionale della Fertilità, punta a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione, coinvolgendo giovani, insegnanti, famiglie, medici, professionisti, associazioni, società scientifiche e istituzioni locali, con Tavole Rotonde sull’argomento organizzate a Roma, Padova, Bologna e Catania, Villaggi Fertilità, aree dedicate a bambini, mostre fotografiche ecc.

Il Fertility Day 2016, dunque, punterebbe a mettere a fuoco, con grande enfasi, il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e della paternità, il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori, l’aiuto della medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini. L’iniziativa, ispirata ad eventi organizzati in diverse Nazioni del mondo (es. Nuova Zelanda, Irlanda) non è stata ben accolta, soprattutto dalle donne italiane, indignate dagli slogan scelti.

FERTILITY DAY 3Ci si chiede, come possa una campagna di sensibilizzazione, esordire con vere e proprie “cartoline della discordia” con su scritto: “La bellezza non ha età ma la fertilità si”; “Datti una mossa, non aspettare la cicogna”, “Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi” ed ancora “La fertilità è un bene comune”. L’iniziativa, a detta di molti, sembra mancare proprio della sensibilità verso le coppie che non possono avere figli e del contatto con la dura realtà in cui si trovano a vivere milioni di famiglie, dato che la stragrande maggioranza di italiani non ha un lavoro e chi ne possiede uno non riesce ad arrivare a fine mese, per non parlare dei giovani laureati, di chi ha talento, ambizioni e speranze, costretti ad emigrare all’estero in cerca di fortuna.

FERTILITY DAY 5Ci si interroga su come si possa chiedere a tutta questa gente di mettere al mondo dei figli se mancano i soldi per crescerli, istruirli e soprattutto su che tipo di futuro potranno mai avere se l’Italia continua a non puntare sui giovani. E se da un lato c’è chi sottolinea gli esorbitanti costi della campagna promozionale (113 mila euro), tra Facebook e Twitter è un fioccare di commenti negativi e l’hashtag #fertilityday è diventato un trend topic anche se non come gli ideatori avevano sperato. C’e’ chi si chiede: “Ora che la Lorenzin ci ha suggerito di fare figli, il ministro delle finanze ci dirà come mantenerli?”, chi tuona : “Non ho bisogno di un #fertilityday, datemi una pari retribuzione ed una legge che vieti di chiedere le mie intenzioni in sede di assunzione” e non mancano gli attacchi diretti alla Lorenzin: “La frizzante Lorenzin promuove il #fertilityday per ricordare a noi donne che siamo il nostro utero e che il medioevo non era poi così male”.

FERTILITY DAY 4Degno di nota il commento dello scrittore Roberto Saviano: “Il #fertilityday è un insulto a tutti, a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno”.
Proprio nelle scorse ore ha fatto discutere, in particolare, uno degli opuscoli del Ministero, dedicati al binomio vita sana/ fertilità, iconograficamente tradotto in “ragazzi biondi e sorridenti” ad illustrare le “buone abitudini” da promuovere, “ragazzi cattivi, nell’oscurità, raffigurati da un giovane di colore e altri più o meno “fricchettoni” che fumano spinelli, in rappresentanza delle “cattive compagnie da abbandonare. E sui social di nuovo bufera. Il Ministero ha subito replicato: “il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione”, difendendosi: “Quello nella foto per noi non è un “nero” ma un ragazzo come gli altri. La nostra è una società multietnica. Un anno e mezzo fa passavamo per eroi per aver portato gli aiuti ai profughi sbarcati a Lampedusa. Oggi siamo considerati razzisti”.

FERTILITY DAY 1Ma proprio ieri, in serata, l’annuncio del ritiro dell’opuscolo con apertura di un’indagine interna. La Lorenzin ha revocato il mandato al direttore generale per la comunicazione del Ministero Daniela Rodorigo, affermando oggi, in merito alla foto tacciata di razzismo: “La campagna per il Fertility Day era proprio brutta ma io faccio il ministro e non il comunicatore, dunque mi interessa il messaggio più della campagna in sé. Si è trattato di un errore tecnico e di incapacità”. Il ministro ribadisce la versione fornita ieri a caldo dopo le polemiche: “Questa non è la foto che abbiamo visto noi. Ci hanno mostrato un documento cartaceo che risultava diverso dalle immagini in alta definizione”.

FERTILITY DAY 2E mentre la Lorenzin cerca di sviare le polemiche, dicendo: “Contano i fatti, non le polemiche. Quello della fertilità è un problema serio, in Italia ci sono 700.000 coppie che cercano di procreare senza riuscirci”, in dodici piazze italiane è andato in scena il Fertility Fake, la contromanifestazione organizzata in polemica con l’iniziativa del ministero della Salute con tanto di cuscinone sotto le magliette per simulare un pancione e clessidra, in una sorta di parodia della prima campagna ministeriale, e uno slogan: “Porta in piazza la tua attesa”… l’attesa di asili nido, welfare,reddito, diritto allo studio, ambiente sano e adozioni per le coppie omosessuali.