Genetica delle popolazioni umane: un nuovo studio fa luce sulle migrazioni fuori dall’Africa

Un nuovo studio analizza la varietà genetica di 125 popolazioni umane, suggerendo la presenza di due espansioni fuori dall'Africa

Un nuovo studio, pubblicato su Nature, analizza la varietà genetica di 125 popolazioni umane dettagliatamente, affrontando questioni relative alla storia demografica dell’uomo, suggerendo la presenza di due espansioni fuori dall’Africa. Allo studio ha contribuito Luca Pagani, che e’ stato visiting scientist al Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali – BiGeA. Lo studio è stato reso possibile grazie a una grande sinergia scientifica che ha visto partecipi quasi 100 ricercatori da 74 gruppi di ricerca da tutto il mondo: si basa su 379 genomi umani ad alta risoluzione, raccolti da individui da tutto il mondo e sequenziati da una collaborazione internazionale guidata dal Dr. Mait Metspalu dell’Estonian Biocentre e dal Dr. Toomas Kivisild dell’Universita di Cambridge, UK. Nature presenta altri due articoli incentrati sulle espansioni umane fuori dall’Africa.

I tre studi concordano sul fatto che i genomi dei non africani moderni derivino principalmente da una singola espansione che si verifico’ a partire da 75.000 anni fa. I gruppi di ricerca, coordinati dal Dr. Reich e dal Dr. Willerslev, hanno dedotto che, se anche ci fossero state altre espansioni fuori dall’Africa precedenti a quella sopra citata, esse avrebbero lasciato una traccia genetica molto piccola. Ed e’ proprio questa traccia che le analisi condotte da Luca Pagani, Daniel Lawson e Mait Metspalu sono riuscite a rilevare. In particolare, secondo Pagani, primo autore del lavoro “il genoma dei moderni abitanti della Papua Nuova Guinea sarebbe composto per almeno il 2% da questa prima espansione fuori dall’Africa“.