Industria 4.0: arriva piano la crescita Renzi e Calenda, domani a Milano il via al Museo Leonardo

Il Governo sceglie simbolicamente il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per aprire la 'quarta rivoluzione industriale'

Il Governo sceglie simbolicamente il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per aprire la ‘quarta rivoluzione industriale’. Sara’ li’, al museo dedicato a Leonardo, che domani il ministro delle Sviluppo Economico, Carlo Calenda, insieme al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, illustreranno pubblicamente il piano Industria 4.0 che punta a rimettere in moto competitivita’ e produttivita’ (si parla di mobilitare 10 miliardi di investimenti industriali aggiuntivi e 7 miliardi in piu’ per la ricerca e sviluppo) con un mix di incentivi fiscali, sostegno al venture capital, diffusione della banda ultralarga, formazione dalle scuole all’universita’, centri di ricerca d’eccellenza.

I sindacati ne riceveranno un assaggio in anteprima a Roma in mattinata al Mise dove e’ convocata la prima riunione della ‘cabina di regia’ con Calenda, Pier Carlo Padoan (Economia), Gian Luca Galletti (Ambiente); Stefania Giannini (Istruzione), Giuliano Poletti (Politiche sociali), Maurizio Martina (agricoltura) e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini. Le linee guida di Industria 4.0 sono semplici: investimenti in innovazione e ricerca, in funzione di crescita e sviluppo. Il tutto in chiave digitale. L’orizzonte e’ “di tre anni e prevede incentivi fiscali, rafforzamento degli strumenti finanziari esistenti (fondo di garanzia e Sabatini) e digital innovation hub, per mettere insieme universita’ di eccellenza e imprese” ha detto Calenda. Indiscrezioni di stampa indicano un impegno pubblico aggiuntivo di 3,3 miliardi con la proroga dell’attuale superammortamento al 140%; iperammortamento per i beni digitali; ricapitalizzazione del Fondo di garanzia Pmi per 900 milioni; rifinanziamento con 100 milioni della ‘Nuova Sabatini’.

Gli investimenti per il venture capital dovrebbero ammontare a 1,5 miliardi di euro, suggerisce il Sole24Ore, mentre per la banda larga e in particolare per ‘spingere’ sulle cosiddette aree ‘grigie’ il piano prevedrebbe un investimento pubblico di 3,7 miliardi che dovrebbe mobilitare anche risorse private con una serie di misure che al momento sono in attesa di approvazione da parte della Commissione Ue (dai voucher alla defiscalizzazione sugli investimenti, dall’accesso agevolato al credito all’ assegnazione ai privati della proprieta’ dell’infrastruttura). Secondo una bozza anticipata dai giornali il piano prevede inoltre di stanziare 70 milioni aggiuntivi per sviluppare nuovi corsi universitari, il finanziamento di 900 dottorati di ricerca e il sostegno, con una dote di 100 milioni, a poli universitari di eccellenza (poltitecnici di Milano, Torino e Bari, l’universita’ di Bologna e Sant’Anna di Pisa). Il “made in Italy” del futuro passera’ da li’. Come reperire le risorse? “Attraverso stimoli fiscali “fortissimi” e sostegni finanziari diretti al credito per le piccole e medie imprese, per fare dell’Italia un ‘digital innovation hub'” spieghera’ domani Calenda. In questa direzione va il progetto sul post-Expo a cui sta lavorando il Governo, per far sorgere nell’ex area Expo di Milano un Parco della Scienza (Human Technopole). In questa direzione va il piano Industria 4.0 di Calenda.