Intossicazioni da funghi: come riconoscerle e cosa fare per prevenirle

Accanto a specie fungine commestibili, l’autunno ci riserva il pericolo intossicazioni da funghi. Ecco cosa fare per prevenirle

L’autunno è la stagione ideale per la crescita dei funghi ma accanto a specie fungine commestibili possono crescere funghi non commestibili, tossici, velenosi e velenosi mortali.

Premesso che i metodi empirici per stabilire la commestibilità (es. prove con l’aglio, monete d’argento, prezzemolo ecc.) sono assolutamente da sfatare, premesso che mescolarli al cibo degli animali domestici, oltre ad essere criminale, è inutile, poiché la risposta all’esposizione a tossine potrebbe essere differente rispetto a quella dell’uomo, e nel caso di funghi del genere Cortinarius i sintomi possono comparire molti giorni dopo il consumo (fino a 20). Alcune regole per evitare intossicazioni: se non siete esperti, fate controllare i funghi presso i servizi di riconoscimento micologico, attivi presso il servizio di Igiene pubblica di quasi tutte le ASL, gratuito per tutti i cittadini.

INTOSSICAZIONI FUNGHI 1I funghi sospetti non devono essere riposti nello stesso cesto in cui si trovano quelli sicuramente innocui e non si devono mai raccogliere funghi ancora piccoli in quanto è meno facile capire di che tipo si tratta. Mangiate i funghi entro 48 ore dalla raccolta, conservandoli in frigo. Cucinateli per 30/45 minuti (in alcuni casi la cottura elimina parte delle tossine, rendendo sicuramente il fungo più digeribile). Cosa fare in caso di intossicazione? Alla prima comparsa di sintomi sospetti in uno dei commensali, recatevi subito in ospedale, portando con voi un campione del vegetale incriminato (cotto, crudo o anche rimanenze della pulitura) per dar modo agli specialisti di riconoscere la specie in questione, valutandone meglio i potenziali effetti. Informateli sulla provenienza (se sono stati comprati, raccolti da dilettanti o da persone che si dichiaravano esperte ecc.) e sul tempo intercorso tra l’ingestione dei funghi e la comparsa dei sintomi.

INTOSSICAZIONI FUNGHI 2A proposito dei sintomi, essi possono essere gastrointestinali (vomito, diarrea, dolori addominali), epatici (aumento delle transaminasi che evolve in grave insufficienza e necrosi epatica che conduce alla morte nel 10% dei casi); neurologici (sudorazione, lacrimazione, restringimento delle pupille, confusione, convulsioni e coma). Il trattamento, effettuato da un esperto di tossicologia, può essere di tipo idratante per via endovenosa, in modo da scongiurare la disidratazione. Viene puoi svuotato lo stomaco con una lavanda gastrica, somministrando lassativi per eliminare rapidamente le tossine dall’intestino. Se viene individuata la tossina responsabile dell’intossicazione, è possibile somministrare farmaci quali Atropina, Mannitolo, antistaminici. Mai ricorrere a farmaci in grado di bloccare la diarrea in quanto è sintomo del meccanismo di difesa attraverso cui l’organismo cerca di eliminare le tossine), mai ingurgitare intrugli tradizionali contro l’avvelenamento.