L’Italia è uno dei Paesi con meno suicidi al mondo: Campania e Calabria le Regioni più virtuose, tutti i dati

In Europa e nel mondo l’Italia e’ uno tra i Paesi a piu’ basso rischio di suicidio, anche se dal 2008, dopo un calo continuo, il numero di chi si e’ tolto la vita e’ tornato a crescere, in concomitanza con la crisi economica, soprattutto tra gli uomini in eta’ lavorativa. Ogni anno sono circa 4.000 le persone che si suicidano in Italia, pari a un tasso di 4,7 per 100mila abitanti, contro le 800mila persone e il tasso di 11,4 per 100mila registrati a livello mondiale. Sono alcuni dei dati che emergono dall’analisi di Monica Vichi e Silvia Ghirini, del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanita’ (Iss), dopo la Giornata mondiale di prevenzione del suicidio, in un articolo pubblicato sul sito Epicentro dell’Iss. Secondo l’ultimo rapporto Osservasalute, c’e’ una grande variabilita’ dei tassi di mortalita’ per suicidio tra una regione e l’altra, che risultano molto alti in Val d’Aosta (13,06 per 100mila), nella provincia autonoma di Bolzano (12,52) e in Sardegna (11,31). I valori piu’ bassi invece sono stati registrati in Campania (4,51), Calabria (5,60) e Liguria (5,64). ”Un numero che pero’ non da’ conto del reale effetto del fenomeno sulla societa’ – scrivono Vichi e Ghirini – poiche’ alle vittime dirette del suicidio si deve aggiungere l’impatto del gesto su chi apparteneva alla rete di relazioni del suicida, e che necessitano a loro volta di sostegno”.

SUICIDIO1 - CopiaNel nostro Paese quello di togliersi la vita e’ un gesto piu’ maschile: gli uomini infatti rappresentano ormai i tre quarti dei decessi. Circa un terzo delle delle morti per suicidio avviene tra gli over 65enni. Tuttavia, i suicidi sono solo lo 0,2% del totale delle morti tra gli italiani ultra 70enni, mentre arrivano a rappresentare ben il 12% delle morti tra i giovani di 15-29 anni. In questa fascia d’eta’, cosi’ come si registra a livello mondiale, il suicidio e’ tra le prime tre cause di morte. Anche la scelta del metodo usato per mettere in atto il suicidio cambia a seconda del sesso. In Italia, circa la meta’ dei suicidi maschili avviene per impiccagione. Molti invece scelgono di buttarsi giu’ da un luogo alto o le armi da fuoco. Per le donne invece precipitazione e impiccagione sono i due metodi piu’ frequenti. Come interventi di prevenzione l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) indica il ridurre l’accesso ai mezzi utilizzati per uccidersi (pesticidi, sostanze tossiche, armi da fuoco e accesso a luoghi elevati), l’abuso di alcol e sostanze, seguire chi ha gia’ tentato il suicidio, e la formazione di medici, psicologi, infermieri, insegnanti e studenti. ”In Italia ancora molto resta da fare – concludono – per tradurre le raccomandazioni internazionali in concreti programmi di prevenzione”.