Marte: i terremoti potrebbero avere aiutato la vita a svilupparsi

"Marte non è molto attivo sismicamente, ma i Marsquakes potrebbero produrre idrogeno a sufficienza per supportare piccole popolazioni di microrganismi"

I ricercatori dell’università di Yale, con a capo Sean McMahon, hanno rilevato che i terremoti potrebbero avere favorito la vita su Marte. L’ipotesi, pubblicata sulla rivista Astrobiology, è stata formulata dopo aver verificato sulle faglie attive nelle isole Ebridi, in Scozia, che lo sfregamento delle rocce provocato dai terremoti provoca la formazione di nuove rocce che racchiudono una quantità di idrogeno sufficiente a favorire la comparsa di esseri viventi. “Un precedente studio aveva suggerito che si forma idrogeno durante i terremoti, quando le rocce si rompono e stridono l’una contro l’altra. Le nostre misure suggeriscono che se ne produce abbastanza da favorire la crescita di microrganismi vicino le faglie attive,” spiega lo scienziato a capo del team. “Marte non è molto attivo sismicamente, ma il nostro lavoro dimostra che i Marsquakes potrebbero produrre idrogeno a sufficienza per supportare piccole popolazioni di microrganismi, almeno per brevi periodi di tempo“.

Per studiare più in dettaglio l’attività sismica marziana, in particolare la composizione e la struttura interna del pianeta, la NASA ha in programma di lanciare nel 2018 la missione InSight (Interior exploration using Seismic investigations, geodesy and heat transport). Inizialmente previsto nel 2016, il lancio è stato posticipato di due anni per un problema tecnico al sismografo SEIS (Seismic Experiment for Interior Structure), che dovrà studiare i movimenti tellurici marziani.