Medicina: riabilitazione secondo la scienza, a Brescia il Gruppo Cochrane

Applicare alla riabilitazione i principi della medicina basata sulle evidenze: nasce con questo obiettivo a Brescia il Gruppo Cochrane di medicina fisica e riabilitativa

Applicare alla riabilitazione i principi della medicina basata sulle evidenze. Nasce con questo obiettivo a Brescia il Gruppo Cochrane di medicina fisica e riabilitativa (Cochrane Physical and Rehabilitation Medicine Field), frutto di un accordo tra l’organizzazione non-profit Cochrane, l’università degli Studi bresciana e la Fondazione Don Gnocchi. La firma della ‘triplice alleanza’ è in programma martedì 20 settembre alle 10 in ateneo, nell’Aula magna di Medicina (viale Europa 11). Sigleranno l’intesa il rettore dell’università di Brescia Sergio Pecorelli, il presidente della Fondazione Don Gnocchi monsignor Angelo Bazzari, e il direttore generale di Cochrane Mark Wilson. Il Gruppo di Brescia, anticipano i promotori dell’iniziativa, sarà il Centro che a livello mondiale si occuperà del miglioramento della qualità delle prove scientifiche prodotte in questo campo.

Originato da una proposta della Società europea di medicina fisica e riabilitativa (Esprm), in accordo gli organi professionali europei, la società internazionale Isprm e quella italiana Simfer, il Field sarà costituito da un network mondiale di persone e strutture, coordinate dal Centro Evidence Based Medicine di Rovato dell’Irccs Fondazione Don Gnocchi e dell’università degli Studi di Brescia. L’accordo verrà firmato nell’ambito del congresso ‘Le conoscenze in medicina secondo Cochrane: dalla SCIENZA alla pratica clinica’, organizzato dall’ateneo. Durante l’evento è prevista una mattinata su Cochrane, sulle prove scientifiche da essa prodotte (evidenze) e sulla loro applicabilità pratica in medicina fisica e riabilitativa, fisioterapia e medicina generale. Nel pomeriggio saranno invece presentate le evidenze Cochrane in ambito neurologico, muscolo scheletrico, cardio-respiratorio e in altri ambiti riabilitativi, oltre a una presentazione su come reperire le evidenze e come fare una review Cochrane. L’occasione all’origine del congresso è l’Exploratory Meeting di lunedì 19 settembre, in programma dalle 9 alle 18.30 al Centro Spalenza-Don Gnocchi di Rovato (Largo Paolo VI).

“La scelta dell’università degli Studi di Brescia di caratterizzarsi come sede referente della medicina fisica e riabilitativa riflette l’impegno e la dedizione dell’ateneo nei confronti di temi sempre più rilevanti per la salute pubblica – afferma Pecorelli – Occorre inoltre sottolineare l’impegno preso in termini di investimento per il futuro, che coinvolge l’analisi critica delle realtà mediche, la rilevanza curativa e preventiva della medicina fisica e il carattere di internazionalizzazione che contraddistingue molte delle nostre iniziative”.

“Cochrane è l’istituzione mondiale più importante che si occupa di verificare quali siano i migliori trattamenti in tutte le branche della medicina – sottolinea Stefano Negrini, docente in Medicina fisica e riabilitativa, Facoltà di Medicina e chirurgia dell’università di Brescia, e referente scientifico del Centro Spalenza-Fondazione Don Gnocchi di Rovato – In Italia ci sono solo 4 altre strutture Cochrane, e avere la quinta a Brescia è certamente un traguardo. In particolare la medicina fisica e riabilitativa ha bisogno di rinforzare le proprie basi scientifiche e Brescia, tramite il Centro di medicina basata sulle prove scientifiche della Don Gnocchi in accordo con l’università, situato a Rovato dove ha sede la cattedra universitaria, sarà la capitale mondiale di questo lavoro, coordinando gli sforzi di oltre 180 colleghi in 45 Paesi”.

“E’ un risultato che inorgoglisce la Don Gnocchi – commenta il presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari – da sempre impegnata in qualità di Irccs, in collegamento con università ed enti di ricerca nazionali e internazionali, nella ricerca scientifica traslazionale finalizzata all’introduzione di modelli innovativi di riabilitazione e di assistenza, anche tramite soluzioni avanzate provenienti dal campo della robotica, della bioingegneria e delle nano-biotecnologie. L’obiettivo rimane il miglioramento della qualità della vita dei pazienti e l’efficacia e la sostenibilità delle cure, in un quadro sempre aggiornato delle fragilità e della cronicità. L’accordo, infine, impreziosisce le celebrazioni per il 60esimo anniversario della scomparsa del beato don Gnocchi e il decimo di attività del Centro Spalenza di Rovato”.