Passaporto ematico: per uno sportivo salvarsi la vita costa solo 70 euro

Il passaporto ematico si lega alla storia di Andrea Fortunato e Flavio Falzetti

Scoprire un nemico mortale costa 70 euro. L’avversario che può metterti al tappeto e non farti più rialzare, si nasconde nel sangue e può essere stanato con una serie di semplici esami di routine. Nasce con questa finalità il passaporto ematico per lo sportivo, frutto della sinergia tra la Lega Pro, la deputata Pd Laura Coccia e la fondazione Fioravante Polito, con la collaborazione dell’Associazione italiana calciatori.
Il passaporto ematico si lega alla storia di Andrea Fortunato e Flavio Falzetti, tutti e due calciatori (il primo enfant prodige della Juventus di Trapattoni, il secondo centrocampista di diverse squadre nel calcio di provincia), uniti dalla stessa sorte, condannati a morte dalla leucemia.
Il passaporto ematico – ha riferito Davide Polito, che da anni con la fondazione dedicata al padre, gioca questa partita – prevede sedici tipi di analisi che costano 70 euro, non 5 o 600 euro, come è stato detto“, analisi che possono contribuire a individuare una serie di patologie molto serie.
C’è una proposta di legge depositata alla Camera nel giugno 2014 – presentata dalla deputata Pd, Laura Coccia – che inserisce negli esami obbligatori per l’idoneità sportiva, alcuni controlli ematici “finalizzati a prevenire – ha spiegato Coccia – fenomeni tragici“.
Quella di oggi – ha affermato la deputata Pd in sala stampa alla Camera – non è una ‘conferenza stampa del giorno dopo’, indetta per commentare un lutto o denunciare un’emergenza. Siamo qui per promuovere una legge che vuole contribuire alla prevenzione e alla tutela, attraverso la diagnosi, della salute degli atleti“.
Un criterio di precauzione che deve valere per tutti gli sportivi – dilettanti o professionisti, ma anche per i giovani che praticano sport a livello ricreativo e amatoriale – che aiuta a “indagare e rilevare eventuali anomalie e altre patologie – scrive Coccia nella sua pdl, elencando nel dettaglio tutti gli esami obbligatori – permettendo di intervenire tempestivamente a tutela della salute“. Il rilascio dell’abilitazione alla pratica sportiva, dai sei anni in poi, viene rilasciato solo dopo che tutti gli esami previsti risulteranno negativi.
Come Lega Pro – ha affermato il presidente Gabriele Gravina – ci siamo presi l’impegno di sperimentare questa iniziativa, che riteniamo fondamentale nel percorso di attenzione, crescita e di sensibilizzazione” sul tema della prevenzione e della salute nel calcio. “La Lega Pro ha da tempo attivato il progetto Integrity – ha aggiunto Gravina – che molti pensano sia circoscritto a una semplice valutazione dei rapporti economici, al fair play finanziario tra le società o la lotta al match fixing. Integrity, invece, è anche rispetto degli avversari e della salute degli atleti e dei tifosi“.
Non a caso – ha proseguito – la Lega Pro ha di recente attivato un progetto con l’Università di Parma per l’acquisto di 60 defibrillatori destinati ai 60 stadi in cui si giocano le partite del campionato di Lega Pro, per l’assistenza e il primo soccorso dei tifosi. Il passaporto ematico lo sperimenteremo già quest’anno con un gruppo di società che ci hanno dato la disponibilità. La Lega sosterrà i costi iniziali per finanziare l’iniziativa e dare l’avvio concreto al progetto“, che sarà coordinato dal professore Paolo Zeppilli, già medico della nazionale di calcio, oggi direttore del Dipartimento di Medicina dello sport al Policlinico Gemelli di Roma.
I calciatori devono ricordare – ha concluso Damiano Tommasi, per anni cuore e polmoni del centrocampo della Roma e della nazionale, oggi presidente dell’Aic – ma questo vale per tutte le persone che praticano attività sportiva a vari livelli, che il corpo è il loro attrezzo sportivo che va sempre mantenuto efficiente e curato, anche attraverso la prevenzione. Spetta alle istituzioni, sportive ma non solo, trovare le modalità attraverso le quali realizzare questo obiettivo. E questa pdl va nella giusta direzione“. (AdnKronos)