Salone del Gusto, Coldiretti: arriva la caciotta salva-mucche terremotate

Ad un mese dalle prime scosse per sostenere la ripresa è arrivata per la prima volta al Salone del Gusto la caciotta solidale

Ad un mese dalle prime scosse per sostenere la ripresa è arrivata per la prima volta al Salone del Gusto la caciotta solidale salva mucche resa possibile da una mobilitazione straordinaria per garantire ogni giorno la mungitura e l’alimentazione delle mucche sopravvissute, raccogliere quotidianamente il latte su strade dissestate o chiuse, organizzare la trasformazione nella cooperativa dove è diretto ora gran parte del latte proveniente dalle stalle delle aree terremotate, da Amatrice a Norcia. L’iniziativa è della Coldiretti che l’ha presentata in occasione dell’incontro sulla ‘rivoluzione verde dei mercati contadini’ con il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini al Salone del Gusto, Parco del Valentino nello Stand 107 della Coldiretti.

La caciotta della solidarietà che potrà essere acquistata al padiglione della Coldiretti per tutta la durata del Salone del Gusto è prodotta – sottolinea la Coldiretti – con il latte di Amatrice, Norcia e Leonessa e viene venduta al prezzo di 10 euro nei mercati di Campagna Amica dove è riconoscibile da una speciale etichetta per il sostegno alle aree terremotate ‘Aiutaci ad aiutarli‘. Si tratta della prima iniziativa con un impatto economico diretto sul territorio per fermare l’abbandono con il lavoro per la popolazione, che nelle campagne terremotate significa soprattutto salvare le stalle.

Neanche una goccia di latte deve essere più gettata per far vivere le stalle e garantire il presidio di un territorio dove l’agricoltura e l’allevamento sono una risorsa imprescindibile per contrastare lo spopolamento e l’abbandono e dare un futuro alla popolazione“, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare la necessità che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo“. Sono 3.300 i posti di lavoro a rischio nelle campagne nei territori dei 17 comuni che hanno subito danni strutturali gravi si contraddistinguono per un’elevata densità di aziende agricole che sono oltre 7 ogni 100 abitanti, rispetto alla media nazionale di 2,7%, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat

Le aziende agricole censite nell’area del cratere – precisa la Coldiretti – sono 1.894 con un deciso orientamento verso le attività di allevamento con 55.961 animali e il prevalere quasi ovunque delle pecore anche se i bovini sono presenti a Norcia, Cascia ed Amatrice. Sono state dichiarate inagibili almeno la metà delle case rurali, dei fienili e delle stalle nelle campagne di Amatrice dove per garantire la mungitura e l’alimentazione del bestiame il lavoro non si è mai fermato e ci si prepara ad affrontare l’inverno in una situazione in cui, a differenza di quanto avviene nelle città, la stragrande maggioranza non può lasciare la propria azienda agricola per continuare ad accudire gli animali. Grazie ad una mobilitazione eccezionale sono in arrivo decine di moduli abitativi agricoli da posizionare in prossimità delle stalle ed è già operativa la grande tensostruttura della Coldiretti per la conservazione dei mangimi necessari per garantire l’alimentazione degli animali durante l’inverno nelle aree del sisma.

In questo contesto – continua la Coldiretti – è importante l’impegno della Regione Lazio per mettere a disposizione in comodato d’uso i ricoveri provvisori per bovini e ovicaprini che sono in grado di ospitare, a seconda degli animali, da 20 a 90 capi. Per consentire ad agricoltori, cittadini, strutture economiche e cooperative lungo tutta la Penisola di collaborare in questa azione di solidarietà è stato aperto uno specifico conto corrente denominato dove indirizzare la raccolta di fondi.