Salute, in estate il picco di diabete gestazionale

Il diabete gestazionale – condizione che se non trattata mette a rischio la salute di madre e feto – registra un picco di insorgenza tra le donne incinte durante i mesi estivi, a causa di un possibile legame con l’aumento delle temperature. Lo rivela uno studio della Lund University in Svezia, presentato al Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), in corso a Monaco. Lo studio e’ stato condotto su 11.538 gestanti tra il 2003 e il 2005. Le donne sono state sottoposte ad un test di tolleranza del glucosio alla 28/ma settimana. Il diabete gestazionale e’ stato cosi’ diagnosticato a 487 donne (4,2%): la frequenza mensile per le diagnosi andava dal 2,9% in marzo al 5,8% in giugno. La frequenza stagionale andava invece dal 3,3% in Primavera al 5,5% in Estate. Ulteriori analisi hanno evidenziato che il livello di glucosio nelle gestanti aumentava per ogni grado in piu’ nelle temperature. I dati complessivi hanno quindi mostrato una frequenza maggiore del 51% dell’insorgenza del diabete gestazionale in Estate. La spiegazione probabile e’ che i cambiamenti indotti dalle temperature nel flusso di sangue periferico possono essere alla base dell’incremento dei livelli di glucosio. E’ uno studio ”interessante – commenta il presidente della Societa’ italiana di diabetologia, Giorgio Sesti – partendo dal quale va richiamata l’attenzione verso la prevenzione del diabete gestazionale, la cui insorgenza e’ legata a cause genetiche oltre che a eta’, peso e fattori ambientali”. Tale patologia, spiega, ”puo’ essere infatti molto rischiosa per la donna, che va incontro a difficolta’ nel parto e distacco di placenta, ma anche per il feto che puo’ presentare dimensioni ridotte, ipoglicemia e diabete”. Fondamentale, avverte, ”e’ dunque fare un corretto screening dalla 18/ma alla 22/ma settimana con il test della curva da carico”. Se positiva, la donna dovra’ seguire una dieta ed una terapia insulinica temporanea. Un semplice test che puo’ evitare conseguenze gravi: ”Per questo – afferma Sesti – l’invito, ancora non seguito da troppe gestanti, e’ di fare questo esame, compreso tra le cure dei Livelli essenziali di assistenza”.