Settimana della scienza, Mazzitelli (INFN): “I social non aiutano”

I social network "li consideravo un'opportunità. Ma adesso mi rendo conto che ci avvicinano solo a chi ha un pensiero simile al nostro"

L’interesse per le materie scientifiche è in crescita, anche tra i ragazzi“, “di problemi però ce ne sono. L’Italia, infatti, non sostiene la divulgazione e l’interesse nei confronti dei temi scientifici matura solo se le notizie destano scalpore“. E’ quanto dichiarato da Giovanni Mazzitelli, ricercatore all’Infn e presidente di “Frascati SCIENZA“, l’associazione che il 24 settembre darà il via alla Settimana della SCIENZA che culminerà il 30 con la Notte Europea dei Ricercatori. Inoltre ha sostenuto che i social network “li consideravo un’opportunità. Ma adesso mi rendo conto che ci avvicinano solo a chi ha un pensiero simile al nostro, evitando le contrapposizioni. Divulgare la SCIENZA, invece, vuoi dire costruire ponti, stabilendo relazioni anche tra chi guarda al mondo da osservatori diversi“. E su un’Italia diventata la patria di una diffusa cultura antiscientifica e complottista commenta: “Abbiamo commesso degli errori, rimanendo chiusi nei laboratori. Ma c’è qualcosa che non funziona neanche nei media. In Europa siamo tra i Paesi con la maggiore offerta di programmi a contenuto scientifico, ma la qualità è di gran lunga inferiore rispetto alle produzioni anglosassoni. La causa è lo scarso rilievo che viene dato alla figura del giornalista scientifico. Così molti finiscono per credere a ciò che si vede in tv, dove si è condizionati dal desiderio di fare notizia“.