Spazio e tecnologia: ecco 1KUNS, il primo cubesat keniota

Si chiama 1KUNS ed è la prima proposta di un piccolo satellite sviluppato da un paese africano selezionata dall’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e dall’Ufficio degli Affari Spaziali delle Nazioni Unite (UNOOSA)

Si chiama 1KUNS – 1st University NanoSatellite Precursor Flight ed è la prima proposta di un piccolo satellite sviluppato da un paese africano, il Kenya, selezionata dall’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e dall’Ufficio degli Affari Spaziali delle Nazioni Unite (UNOOSA) e che beneficerà della opportunità di lancio dal modulo giapponese “Kibo” della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), nell’ambito del programma denominato “KiboCube” (vedi news sul sito ASI).

1KUNS – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana –  estensione di “IKUNS – Italian-Kenyan University NanoSatellite, è un progetto dell’Università di Nairobi, in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza” e l’Agenzia Spaziale Italiana ed è parte dei progetti avviati nel 2015 tra ASI e “La Sapienza” nell’ambito della Convenzione per la gestione e le attività presso il Broglio Space Centre di Malindi (Kenya). IKUNS prevede lo sviluppo di un cubesat per l’Osservazione della Terra ed test tecnologici.

«La selezione di 1KUNS-PF per il programma KiboCube conferma che lo schema di collaborazione internazionale costituitosi, il coordinamento di ASI di un team universitario italiano di grande esperienza con uno straniero ed emergente, è molto promettente e competitivo», dice Simone Pirrotta, Program Manager del progetto IKUNS. «Adesso il progetto entrerà nella fase di definizione di dettaglio e poi realizzazione e test, in vista di una consegna del cubesat nel 2018».

«L’Italia ed il Kenya – aggiunge Gabriella Arrigo, Responsabile delle Relazioni Internazionali di ASIhanno una lunga tradizione di collaborazione in ambito spaziale, che da tempo ormai si era limitata essenzialmente all’utilizzo del segmento di terra. Pertanto, iniziare un nuovo percorso di cooperazione su nuove basi di partnership verso lo sviluppo del primo oggetto orbitante, sebbene di dimensioni contenute, è la vera scommessa per il futuro della presenza italiana, non solo in Kenya, ma in Africa».

«Non è un caso – prosegue Gabriella Arrigo – che proprio i paesi africani siano stati i primi a rispondere con entusiasmo all’invito l’International Space Forum a livello ministeriale previsto a Trento nei giorni 23 e 24 ottobre, organizzato da IAF, IAA e ASI, al quale sono stati invitati i Ministri per lo Spazio di 80 paesi a discutere di formazione e Università nelle attività spaziali».