Spazio, la stazione Tiangong-1 “fuori controllo”: impatterà con l’atmosfera terrestre

Tiangong-1 ha smesso di inviare dati nel marzo 2016

Credit: CMSE

Il primo laboratorio spaziale della Cina cesserà di esistere impattando con l’atmosfera terrestre alla fine del prossimo anno, rendono noto le autorità cinesi.

La stazione spaziale da 8.5 tonnellate (grande quanto un autobus, 10,4 metri di lunghezza e 3,4 metri di larghezza), Tiangong-1, è al momento intatta ed orbita attorno alla Terra ad un’altezza di 370 km, secondo quanto spiegato da Wu Ping, deputy director del China’s Manned Space Engineering office. L’orbita è quindi leggermente più bassa della Stazione Spaziale Internazionale, che è normalmente si trova a 400 km dal nostro pianeta.

Tiangong-1 molto probabilmente ricadrà sulla Terra nella seconda metà del 2017, e la sua fine non dovrebbe comportare alcuna conseguenza né pericolo. “Basandosi su calcoli e analisi, gran parte del laboratorio spaziale brucerà durante la caduta,” ha dichiarato Wu Ping, durante una conferenza stampa, come riferito dall’agenzia Xinhua.

La Cina sta monitorando strettamente Tiangong-1 (il cui nome significa “Palazzo del Paradiso” in mandarino) e renderà noto l’eventuale rischio di collisione con satelliti, ha spiegato Wu Ping. “Se necessario” verrà diramata una previsione relativa all’impatto con l’atmosfera, ha continuato l’esperta.

L’aggiornamento fornito dalle autorità sembra confermare le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato perso il controllo della stazione spaziale, lanciata nel settembre 2011 per testare le tecnologie di attracco che la Cina intende costruire per il progetto di stazione che verrà realizzata dopo il 2020. La struttura perderebbe circa 100 metri di quota ogni giorno.

Sarà uno dei più grandi veicoli a rientrare in modo incontrollato sulla Terra negli ultimi due decenni: si ricordi l’Atmospheric Research Satellite, andato fuori controllo nel 2011, la stazione spaziale russa Salyut 7, che rientrò nell’atmosfera nel 1991, e la stazione spaziale Skylab della Nasa (rientrò nel 1979, alcuni frammenti finirono sul continente australiano).

Tiangong-1 ha smesso di inviare dati nel marzo 2016, cosa che ha determinato la fine della missione: ha ricevuto tre visite da parte delle capsule Shenzhou “nave divina”. La prima nel novembre 2011, con un veicolo senza pilota, per testare il sistema di attracco. Poi nel 2012 e 2013 le missioni hanno portato a bordo tre astronauti ogni volta, rimasti per due settimane nella piccola stazione orbitale. Il suo successore, Tiangong-2, è già stato lanciato, il 15 settembre, dal Jiuquan Satellite Launch Center nel nordovest della China: due taikonauti dovrebbero raggiungerla a metà ottobre per un “soggiorno” di 30 giorni.