Spazio, la visione di Elon Musk: in 10 anni l’uomo sarà su Marte [VIDEO]

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È stato Elon Musk il protagonista assoluto della seconda giornata dello IAC 2016 in svolgimento a Guadalajara in Messico. In una sala gremita in ogni ordine di posti, occupati tra gli altri dai capi delle principali agenzie spaziali al mondo, davanti a 2500 persone, il patron di SpaceX ha spiegato in che modo porterà l’uomo su Marte, come colonizzerà il pianeta rosso e quando lo farà. Non c’è niente di quello che ha illustrato che non sia razionale scientificamente, tecnologicamente e ingegneristicamente realizzabile. Dalla navetta che va e torna da Marte grazie ad una navetta di supporto per rifornirla di carburante quando in orbita, alla realizzazione del propellente per il viaggio di ritorno in loco.

E in un prossimo futuro – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – grandi navi spaziali in grado di realizzare la colonizzazione umana di Marte. Elon Musk ha il pregio che ebbe Wherner Von Braun e che alla fine portò l’uomo sulla Luna: ha il genio visionario che sembra prescindere dalla realtà delle difficoltà sebbene da poco colpito dall’incidente del Falcon 9.

Ma forse è proprio questo che piace alla NASA, che lo ha supportato, come ha riconosciuto lo stesso Elon Musk ringraziando calorosamente il personale della NASA per il sostegno dimostratogli. Elon Musk può essere un bene alla ricerca spaziale, per la visione che ha e il fascino che riesce a raccogliere intorno al suo progetto. Le difficoltà tecniche vengono dopo, perché superabili, come ci ha insegnato Von Braun.

terra marteL’amministratore delegato di SpaceX ha spiegato che entro 10 anni, se saranno investite le risorse adeguate, si assisterà alla prima missione che porterà un centinaio di uomini su Marte, al termine di diversi viaggi senza persone volti a testare i razzi e le navi spaziali prodotte dal suo gruppo. “Quattordici anni fa, quando ho fondato SpaceX, la mia idea era quella di portare prima o poi l’uomo su Marte“, ha detto Musk, che è anche fondatore di Tesla, il principale produttore di auto elettriche al mondo. L’obiettivo è quello di creare “città che si possono autosostenere” sulla superficie del pianeta. Secondo Musk se tutto dovesse andare per il verso giusto i primi umani potrebbero toccare il suolo del pianeta nel prossimi dieci anni. L’investimento invece dovrebbe essere di 10 miliardi di dollari ed un “biglietto” varrà circa 200.000 dollari, per poi abbassarsi a 100.000. Per Musk inizialmente le sue navi spaziali ci impiegheranno 115 giorni per raggiungere il Pianeta Rosso, che potrebbero scendere a trenta in futuro. Musk ha poi aggiunto che ogni 26 mesi partiranno più di 1.000 navi spaziali, ricordando che quelle di SpaceX potranno essere riusate 12-15 volte.

Decisamente più terreno il tema della mattina: il cambiamento climatico e le tecnologie spaziali. Ad introdurre il Presidente del CNES e dello IAF, Jean-Yves Le Gall, presenti i massimi rappresentati delle maggiori agenzie, italiana, europea, tedesca, americana, senza dimenticare i russi, indiani e giapponesi.

Tema COP 21, il summit mondiale sul cambiamento climatico svoltosi a Parigi lo scorso dicembre e che ha segnato un punto di svolta sul problema, come spiega il Presidente dell’ASI Roberto Battiston: «Grazie alle tecnologie satellitari i capi di governo che hanno preso parte a COP 21 hanno preso atto che l’uomo e la sua attività ha una responsabilità diretta nel cambiamento climatico, cosa che fino a quel momento era ancora controversa. Un cambio di passo nel quale i satelliti avranno un ruolo determinante».

I satelliti infatti, da una parte ci aiuteranno a beccare i “furbetti” coloro che firmano impegni ma non li rispettino, dall’altra aiuteranno la Terra a liberarsi di quel morbo umano a cui il DG ESA Ian Woerner ha attribuito la malattia della Terra. Anche questa è una visione del futuro.

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