Spazio, settore strategico per il futuro: l’Italia è la 6ª potenza del mondo, uno dei pochi Paesi che può costruire satelliti e gestirli in orbita

Spazio, Italia sempre più protagonista: il punto della situazione e gli obiettivi futuri per l'esplorazione spaziale

L’Italia e’ la sesta potenza spaziale nel mondo e il terzo contributore per l’Esa (European Space Agency). Il nostro Paese ha un’autonoma capacita’ di accesso allo spazio: ha il lanciatore (Vega), può costruire i satelliti e può gestirli nello spazio. Non ha la base di lancio: finora e’ stata utilizzata, ad esempio, la Guyana francese, da dove nei giorni scorsi e’ partito il lanciatore Vega che ha trasportato nello spazio 4 satelliti per Google. E’ quanto emerge dall’incontro-dibattito ‘Geopolitica ed economia dello spazio’, organizzato da Aspen Institute e Leonardo-Finmeccanica. Per il futuro dell’Esa, Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana, rende noto che, nonostante la Brexit, la Gran Bretagna vi rimarra’. “L’Esa – spiega Battiston e’ un accordo che precede quelli Ue“. “Solo sulla sicurezza – prosegue Battiston i Paesi Ue potrebbero fare da soli senza il Regno Unito“. Il ministro dell’Istruzione e Ricerca, Stefania Giannini, conferma che “Brexit non ci da’ elementi di preoccupazione“. Mauro Moretti, amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, lancia la sfida: “La dimensione nazionale e’ insufficiente per lo spazio che ha una dimensione globale. Bisogna creare un nuovo rapporto tra pubblico e privato, ma non solo in Italia. La logica continua ad essere quella della collaborazione-competizione, ma si collabora con qualcuno se si e’ alla pari. In gioco c’e’ la superiorita’ tecnologica e il Governo italiano sta facendo molto per le dimensioni che ha il Paese. Leonardo-Finmeccanica sta investendo e spero di poter dare buone notizie entro l’anno“.

Proba 3esa missioneIl valore complessivo del settore a livello mondiale e’ di 323 miliardi di dollari – ricorda  l’amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica – e recenti dati Nasa indicano che un dollaro speso nello Spazio genera diciotto dollari in ricadute dirette e indirette su diversi settori“. Per Mauro Morettisi tratta di un mercato in profonda evoluzione, nella componente manifatturiera e soprattutto in quella dei servizi, con la progressiva apertura al settore privato e alla contaminazione delle innovazioni derivanti dalla rivoluzione digitale”: questo il “nuovo scenario” di cui “Leonardo e’ pronta a cogliere le opportunita‘”.

nasaJakob Van Zyl, direttore della Nasa per le esplorazioni nel sistema solare, ha ribadito l’obiettivo a lungo termine di giungere all’esplorazione umana su Marte. A breve la missione Juno giungera’ su Giove. La missione Insight verso Marte partira’ nel 2018. “Abbiamo una lunga storia di collaborazione con l’Italia” ha detto Van Zyl dagli Stati Uniti. Giannini e’ compiaciuta: “Siamo tornati ad essere un player fondamentale in Europa. L’Italia ha voluto e potuto riaffermarsi come protagonista. Per lo spazio abbiamo una visione europeista. Sono d’accordo con Moretti: nell’Esa dovremo avere posizioni di comando, non solo a livello tecnico, ma anche a livello decisionale e politico“. Gianni De Gennaro, Presidente di Leonardo-Finmeccanica, sottolinea due date: “Il 4 ottobre 1957 la Russia lancio’ lo Sputnik e Johnson parlo’ di una nuova Pearl Harbour. Il 15 agosto 2016 la Cina ha lanciato il primo satellite per le comunicazioni quantistiche“. un avvenimento che ha un forte valore economico e geopolitico: in pratica la Cina potra’ comunicare senza la possibilita’ di essere intercettata. Luigi Pasquali, amministratore delegato di Telespazio, rimarca che “il settore spazio occupa in Italia 6mila addetti con un fatturato di 1,6 miliardi annui, che diventano 3 miliardi se si considera l’indotto“.

AEROSPAZIO 02Quello dell’aerospazio e’ nato come un settore pionieristico, con una visione prettamente scientifica e tecnologica, ma oggi si tratta di un settore industriale molto importante, anche a livello globale, come affermato dall’amministratore delegato di Telespazio. La “space economy”, ha sottolineato Pasquali, e’ un concetto legato al fatto che questo settore e’ divenuto una leva dello sviluppo economico. Tanti paesi operano nel settore spaziale, ed e’ interessante andare a vedere a chi competono gli interessi economici relativi ai satelliti attualmente presenti in orbita. “Molti paesi si sono dotati di un’agenzia spaziale, non solo perche’ favorisce lo sviluppo economico, ma per questioni di influenza regionale. L’Italia possiede la filiera completa di prodotti e competenze nel settore aerospaziale, formato da imprese, universita’, centri di ricerca, anche grazie all’impegno del governo”, ha spiegato Pasquali. L’Italia ha lavorato sotto diversi aspetti, secondo Paquali: il nostro paese si e’ infatti dotato di infrastrutture spaziali che hanno un significato strategico e contribuisce inoltre in maniera significativa ai grandi programmi europei in materia. L’Italia utilizza lo spazio come ambito per la cooperazione internazionale e ha soprattutto sviluppato una forte capacita’ di export, per portare le soluzioni tecnologiche, i servizi e le infrastrutture verso altri paesi.

AEROSPAZIO 03I satelliti operativi nello spazio sono oggi circa 1400 e sono in mano a 7-8 Paesi (Usa, Cina, Russia, Europa occidentale). Sono pero’ 53 i Paesi, tra cui il Ghana, che hanno interessi per almeno un satellite. C’e’ poi il problema dei ‘rifiuti spaziali’: tra vecchi satelliti in disuso e detriti sono ormai 35mila gli oggetti in orbita. Chi si fara’ carico della pulizia spaziale? Questo e altri interrogativi saranno oggetto della prossima Conferenza dell’Onu ‘Unispace+50′ che si terra’ nel giugno 2018. “Li’ – spiega Simonetta Di Pippo, direttore dell’ufficio Onu sulla materia – definiremo la ‘space strategy’“.

roberto-battistonRoberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha iniziato il proprio intervento sottolineando come il dato nuovo relativo al settore spaziale sia quello della visione globale del pianeta da diversi punti di vista, da quelli meteorologico e climatico al monitoraggio delle catastrofi naturali. “Stiamo assistendo ad uno spostamento importante legato alle attivita’ spaziali, che ci richiede la gestione di una quantita’ straordinaria di dati fornitici dai satelliti“, ha spiegato Battiston. Il presidente dell’Asi ha poi ribadito come il nostro paese debba rimanere all’avanguardia nel settore aerospaziale, ma sia anche fondamentale mettere in campo gli strumenti adatti per sfruttare al meglio la grande quantita’ di dati disponibile.