Terremoto, verso l’addio alle tendopoli: campi smontati entro pochi giorni

Terremoto, si conclude la prima fase dell'emergenza: in settimana addio tendopoli

Una notte passata sotto la pioggia intermittente (con una scossa 3.1 poco prima di mezzanotte avvertita dalla popolazione) e una visita oggi del commissario straordinario Vasco Errani hanno dato il via all’ultima fase dell’operazione di chiusura delle tendopoli, operazione che – secondo il vice sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi – “va di pari passo con le verifiche e le dichiarazioni di inagibilita’ o agibilita’ delle abitazioni”. Un fattore che ha dato il la alle operazioni ad Arquata del Tronto, il Comune piu’ danneggiato dal terremoto del 24 agosto. “In settimana”, secondo il dirigente della protezione civile regionale Cesare Spuri, sara’ chiusa la tendopoli della frazione Colle e ridotta quella di Pescara del Tronto, mentre sono in corso valutazioni per il campo piu’ ampio, quello di Borgo. Dalle parti del Comune sono piu’ ottimisti: il campo di Colle potrebbe chiudere nei prossimi giorni.

tendopoli arquata pioggia maltempo“Con il commissario straordinario Vasco Errani – spiega Spuri – abbiamo verificato le disponibilita’ di sistemazione: al momento ci sono circa 70 abitazioni agibili, di proprieta’ o seconde case, e 70-80 posti negli alberghi del posto o delle localita’ vicine. Ma i sopralluoghi sull’agibilita’ sono ancora in corso” e le cifre potrebbero cambiare. Autonoma sistemazione o albergo le opzioni possibili, mentre per Arquata e’ stata esclusa l’installazione di moduli abitativi, in parte perche’ la citta’ si trova tra due Parchi (Sibillini e Laga), con tutti i vincoli paesaggistici del caso, in parte perche’ Arquata si ‘snoda’ lungo una valle stretta e rocciosa.

tendopoliE poi osserva Spuri – “sarebbe sovrapporre la provvisorieta’ dei moduli a quella delle casette, che non saranno di legno, ma fatte di ‘pannelli sandwich’, in pratica metallo coibentato, da 40, 50 o 60 mq, con portico di legno. Sono in gia’ in corso gli accertamenti per individuare le aree in cui posizionarle” e dove dovranno essere allacciate fognature e impianti vari. Spuri prevede “meno problemi” per gli altri Comuni ricompresi nell’area maggiormente danneggiata. Ad Amandola, dove le persone con case inagibili hanno scelto l’autonoma sistemazione, il ritiro delle tende, soprattutto isolate, e’ gia’ stato di fatto completato.

maltempo tendopoli “Restano quattro delle 5 tende del punto di ammassamento davanti al palazzetto dello sport, attrezzato con 150 posti letto – spiega il sindaco Adolfo Marinangeli -, le teniamo li’ a scopo precauzionale”. Un paio di tende restano montate anche a Castelsantangelo sul Nera (Macerata), “le altre le abbiamo smontate e messe in un container perche’…non si sa mai” dice il sindaco Mauro Falcucci. Una cinquantina i senza tetto con case dichiarate inagibili nel suo Comune: “hanno tutti scelto l’autonoma sistemazione e trovato casa o qui o a Visso. Qualcuno e’ andato con i figli a Roma”. Tra lunedi’ e martedi’ chiudera’ la tendopoli al Parco Rio di Acquaviva Picena.

LaPresse/Settonce Roberto
LaPresse/Settonce Roberto

“Hanno scelto l’autonoma sistemazione con contributo oppure l’albergo – dice il sindaco Sante Stangoni -. Hotel lungo la costa? No, la gente di Acquaviva rimane qui”. Il sindaco di Montefortino (Fermo) invece e’ in difficolta’: “Abbiamo smontato 4 tende, ne restano 15, di cui 8 occupate – dice Domenico Ciaffaroni -, una quarantina di persone hanno avuto la dichiarazione di agibilita’ per le loro abitazioni, ma nelle ultime ore altrettanti si sono trovati fuori casa, per i danni del terremoto. Speriamo di trovare una sistemazione anche a loro”. Intanto oggi e’ stata dichiarata inagibile un’ala dell’ospedale di Tolentino, con evacuazione di 15 pazienti della lungodegenza e il trasferimento di uffici e ambulatori nell’altra del nosocomio. Un episodio che dimostra, una volta di piu’, l’ampiezza dell’area toccata dal sisma del 24 agosto, che coinvolge nelle Marche tre Province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. “Arquata e la parte marchigiana hanno riportato piu’ danni delle altre aree, lo ha riconosciuto anche Errani” dice il vice sindaco Franchi. A riprova c’e’ il dato fornito oggi all’Anci dall’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti: “nei comuni marchigiani sono arrivate oltre 26 mila richieste di sopralluoghi, e sono in aumento, soprattutto se la terra continua a tremare come e’ accaduto la notte scorsa”.

Anche ad Amatrice verso l’addio alla tendopoli

“Il tempo dell’emergenza e’ alle spalle. Ora iniziamo una nuova fase, siamo pronti a partire con lo smontaggio delle tendopoli, che iniziera’ venerdi’. La mia gente ha una dignita’, non merita di rimanere in tenda”. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, e’ determinato e ha gia’ in mente la “Amatrice ponte”, cioe’ la citta’ che dovra’ risorgere dalle macerie del Sisma. E tutto questo dovra’ avvenire in poche settimane, perche’ a preoccupare il primo cittadino del comune reatino piu’ colpito dalla scossa delle 3:36 e’ l’arrivo dell’ inverno, che ha gia’ dato un assaggio con le piogge delle ultime ore. “Qui siamo a mille metri – continua Pirozzi – e nelle tende c’e’ gente che non sta bene di salute e psicologicamente”. In attesa delle casette, che arriveranno non prima della prossima primavera, i terremotati dovranno percio’ lasciare le 11 tendopoli di Amatrice e frazioni accettando i contributi di autonoma sistemazione, recandosi nelle seconde case oppure tornando nelle proprie abitazioni, se dichiarate agibili. Nel frattempo Pirozzi vuole tempi certi sull’allestimento delle aree, “anche per questo le vogliamo liberare rapidamente”.