Terremoto Centro Italia: dalla Sicilia pronti a partire i tecnici valutatori

La Sicilia si mobilita dopo il terremoto che ha seminato morte e devastazione nel centro Italia

LaPress/Reuters

Raccolte fondi, iniziative di beneficenza per devolvere il ricavato alle popolazioni colpite dal sisma. La Sicilia si mobilita dopo il terremoto che ha seminato morte e devastazione nel Centro Italia. Nelle ore immediatamente successive alle scosse da un capo all’altro dell’Isola tanti i volontari, zaino in spalla, pronti a partire per dare una mano. Numerosi i ristoratori che hanno inserito l’amatriciana, inventata, appunto, ad Amatrice, nei loro menù, regalando una parte degli incassi per ogni cliente che la ordina ai soccorritori. “Nelle ore immediatamente successive all’appello lanciato ai nostri associati – dice all’AdnKronos Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – sono state tante le adesioni raccolte: supermercati, sanitarie, negozi di abbigliamento e di giocattoli, ma anche tanti privati che ci chiedevano di poter dare una mano. Abbiamo sospeso la raccolta dopo le indicazioni della Protezione civile nazionale, ma siamo pronti a sostenere le popolazioni colpite da questa tragedia nei prossimi mesi, durante la lunga fase della ricostruzione“. Tra domani e martedì, invece, partirà dalla Sicilia una squadra di tecnici valutatori. Toccherà anche a loro dare una mano per valutare l’agibilità degli edifici messi a dura prova dalla scossa che nella notte fra il 23 e il 24 agosto ha devastato i paesi di Accumoli, Amatrice, Pescara del Tronto e Arquata, seminando morte e devastazione. “Sulla base delle richieste che sono pervenute dal dipartimento nazionale – spiega all’AdnKronos il capo della Protezione civile siciliana, Calogero Foti – abbiamo già inviato sui luoghi colpiti quattro unità cinofile“. E’ rimasta nell’Isola la colonna mobile che il dipartimento regionale aveva messo a disposizione nell’immediatezza del sisma. “Quelle inviate dalle Regioni più prossime sono state sufficienti al momento” spiega Foti. Partiranno, invece, nei prossimi giorni i tecnici valutatori dell’agibilità e del censimento del danno. Si tratta di geologi, ingegneri, architetti e geometri, che devono avere, però, requisiti precisi. “Un’esperienza pregressa nel censimento danni e nella valutazione dell’agibilità, aver partecipato già a emergenze oppure avere frequentato un corso di classificazione Ntn (Nucleo tecnico nazionale)“. E la gara di solidarietà è scattata anche in questo caso, non facendo trovare la Sicilia impreparata. “Abbiamo ricevuto oltre 300 adesioni, adesso stiamo facendo una scrematura sulla base delle indicazioni del dipartimento nazionale” spiega Foti. La ricerca è stata condotta tra i tecnici degli Enti locali e della Amministrazione regionale e inoltrata anche agli ordini professionali, che si raccorderanno, però, direttamente con la Protezione civile nazionale. Una grande mobilitazione che per Foti è “assolutamente normale“. “Penso nasca anche grazie a una cultura maggiore che sta maturando sull’argomento“. Una risposta sempre più attenta a cui si associa una macchina della gestione dell’emergenza ben rodata. “Il sistema ha risposto perfettamente, l’esperienza del passato aiuta a non ripetere gli stessi errori” conclude Foti. (AdnKronos)