Terremoto Centro Italia, Errani: via libera dal CMD al decreto non oltre il 3 ottobre

"Lo dico con chiarezza: Riconosceremo tutti i danni che saranno verificati ovunque questi si siano verificati", ha sottolineato Errani

LaPresse/Mario Sabatini

Il decreto sarà approvato dal Consiglio dei ministri non oltre il 2 o il 3 ottobre e proporrà, scelta importante, un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e dunque non ci troveremo in una situazione nella quale ogni anno dovremo discutere le quote per il risarcimento“: lo ha detto il commissario Vasco Errani a Palazzo Chigi facendo il punto sulla ricostruzione. “Lo dico con chiarezza: Riconosceremo tutti i danni che saranno verificati ovunque questi si siano verificati“, ha sottolineato Errani. “Si tratta di un messaggio di impegno e serieta che sarà apprezzato e compreso“, ha sottolineato Errani spiegando che “il modello per la ricostruzione sono solo questi territori, che hanno una specificità che vogliamo riconoscere fino in fondo“. Nel dettaglio, il commissario ha innanzitutto chiarito che l’obiettivo è quello di “una ricostruzione fatta sapendo che con un terremoto di 6.0 i cittadini non rischieranno più la vita. Non dico che non ci saranno danni, ma che non ci saranno più i crolli“. Il decreto si muoverà su più direttrici, ha indicato Errani, sui vantaggi fiscali, sul patto di stabilità, prevedendo “deroghe alle assunzioni del personale per consentire a comuni e regioni di svolgere attività di ricostruzione“, sulle “politiche per la riattivazione e il rilancio dell’economia“, sul credito per “l’uilizzo di fondi strutturali che le regioni porteranno avanti anche con un patto di solidarietà con le altre regioni italiane che daranno contributi“. Ci sarà un “prestito d’onore” per le aziende. Una particolare attenzione sarà riservata ai costi di delocalizzazione: “Saranno a carico della struttura – ha annunciato Errani -. Come per i negozi, che non devono andare via. Li doteremo di situazioni temporanee. Del resto, se facciamo le casette dobbiamo mettere servizi, negozi, luoghi di culto“. Anche questo, per il commissario, è un punto fondamentale del decreto del governo perché spiega il principio seguito nella ricostruzione: “Non deportiamo né deporteremo le persone, per questo non diamo date. In questo momento, grazie ai sindaci, c’è un lavoro di convincimento e di dialogo con le persone“. Per quel che riguarda il rischio di eventuali infiltrazioni, Errani ha annunciato una stretta collaborazione con l’Anac: “Il modello è quello dell’Expo“. Altro passaggio chiave: “Non faremo deroghe, solo sui tempi. Non ricostruiamo su logiche emergenziali. Il nostro obiettivo è dare l’idea che è possibile ricostruire un Paese senza derogare da tutto ciò che il Paese è“. Errani ha anche ringraziato per il numero di donazioni da privati e aziende: “Creeremo un ‘open source’, verranno messe precisamente sui progetti“. Infine, la struttura per la ricostruzione sarà allargata: “I quattro presidenti di regione interessati saranno vice commissari, ci sarà un Comitato con i sindaci e i presidenti delle province in cui saranno prese tutte le decisioni strategiche“.