Terremoto Centro Italia, la preside di Amatrice: vogliono restare qui, ce la faremo

Ha tanti progetti Maria Rita Pitoni, la preside di Amatrice che a un mese dal terremoto racconta all'Adnkronos il lavoro nella scuola

LaPresse/Vincenzo Livieri

Gli equilibri sono labili ma noi lavoriamo e guardiamo al futuro“. Ha tanti progetti Maria Rita Pitoni, la preside di Amatrice che a un mese dal terremoto racconta all’Adnkronos il lavoro nella scuola, allestita in moduli prefabbricati nella frazione di Villa San Cipriano, realizzata in tempi di record dalla provincia di Trento. Un lavoro delicato che Pitoni sta portando avanti ogni giorno insieme agli insegnanti dell’istituto onnicomprensivo, dalla scuola dell’infanzia fino al liceo. “In una situazione di emergenza – spiega la preside che ha alle spalle una importante esperienza di volontariato tra Iraq e Kosovo – tutti sono emotivamente stressati, le famiglie, i bambini e i ragazzi, che hanno metabolizzato di più la tragedia. Noi lavoriamo su questi equilibri“. Il terremoto torna nei disegni dei ragazzi. “Nelle classi medie hanno realizzato dei lavori sul tema passato, presente e futuro e catarticamente i ragazzi hanno cercato di tirare fuori qualcosa: i giochi in piazza davanti alla chiesa prima del sisma, con il corso, la torre dell’orologio, poi le macerie o il simbolo del mestiere di una persona cara che hanno perso“. La gara di solidarietà dal giorno del terremoto non si è mai fermata, conferma la preside: “Mi chiamano da ogni parte d’Italia e d’Europa, dalla mattina alle 7 fino a sera. C’è una professoressa reatina che insegna in un liceo di Parigi che d’accordo con la sua preside è pronta ad ospitare per una settimana una nostra classe. Ci arrivano offerte di materiali, attrezzature, laboratori e tante proposte di progetti, di gemellaggi“. Ora “vogliamo far partire al più presto la mensa scolastica per permettere ai ragazzi di rimanere a scuola più tempo possibile e svolgere progetti e attività anche nel pomeriggio. Abbiamo tante offerte di associazioni e la prossima settimana nel collegio di docenti vedremo quali sono i progetti più adeguati da mettere in campo“. Lunedì ci sarà poi una cerimonia, insieme all’istituto tecnico agrario di Rieti e alla presenza del Garante nazionale dell’Infanzia e dell’adolescenza, per il Bosco della Memoria. “Pianteremo otto meli per i nostri studenti che non ci sono più ma che continueranno a stare con noi. Una pianta scelta per anche per ringraziare Trento che ha realizzato la scuola sia per valorizzare l’economia agricola del territorio“. Il futuro? “La paura del futuro piu’ che dei bambini è dei genitori che si guardano attorno, ma il popolo amatriciano è caparbio – sottolinea la preside – legato alla propria terra e ce la farà. Io spero vivamente che con un contributo di tutte le istituzioni sul territorio si riescano a creare le condizioni per tutte le famiglie, molte con figli in età scolare, per rimanere qui. Gli studenti me lo ripetono ‘preside noi vogliamo rimanere qui’“.