Terremoto di Città del Messico: l’incredibile storia dei “bambini miracolo” [VIDEO]

A sei giorni dal sisma che devastò Città del Messico, i soccorritori estrassero con vita dalle macerie di un ospedale crollato ben 17 neonati: erano rimasti in vita per giorni senza acqua e senza cibo. Vennero chiamati "bambini miracolo"

Uno degli episodi più ricordati del terremoto del 19 settembre 1985, che causò migliaia di vittime a Città del Messico, fu quello dei “bambini miracolo”. Ben diciassette neonati, tutti con poche ore di vita, che vennero salvati a 6 giorni dal sisma fra le macerie di uno degli ospedali più grandi della città, l’Hospital Juarez.

Il terremoto aveva causato infatti il crollo di molti ospedali cittadini, causando centinaia e centinaia di vittime fra i pazienti, gli infermieri, i medici. Anche il reparto maternità dell’Ospedale Juarez collassò a seguito delle scosse. I soccorritori scavarono per giorni nel tentativo di salvare vite umane. Sei giorni dopo dalla prima terribile scossa, il pianto di un neonato attirò l’attenzione. Venne estratto vivo dalle macerie. Era sopravvissuto per sei giorni senza cibo e senza acqua. Subito dopo venne salvato un altro bebè, e poi un altro ancora. Alla fine furono 17 i neonati recuperati. In una città terribilmente colpita dalla catastrofe del 19 settembre, il ritrovamento con vita di 17 bambini appena nati divenne il simbolo della speranza nel futuro e della rinascita di un intero paese. I bambini del Ospedale Juarez vennero soprannominati “niños milagro” (bambini miracolo). Ancora oggi, ad ogni anniversario del 19 settembre, vengono intervistati da giornali locali. Lo scorso anno, in occasione del loro trentesimo compleanno, alcuni di loro sono stati intervistati dai media internazionali