Terremoto, Errani lancia le linee guida della ricostruzione: “sicurezza e trasparenza”

LaPresse / Roberto Monaldo

Tra il 2 e il 3 ottobre ci sarà il decreto sulla ricostruzione e il dl avrà un “meccanismo di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e dunque non ci troveremo in una situazione nella quale ogni anno dovremo discutere delle quote per il risarcimento”. Il commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto del 24 agosto scorso questa mattina, Vasco Errani a palazzo Chigi, con il premier Matteo Renzi ha fatto il punto in un conferenza stampa. “Riconosceremo tutti i danni che saranno verificati, ovunque siano avvenuti”, ha concluso Errani – Vogliamo ricostruire, attraverso il miglioramento sismico, assicurando che con un terremoto 6.0 non ci siano più crolli e che i cittadini di quei Comuni non rischino più la vita”. Di seguito i caposaldi spiegati da Errani.

NESSUNA DEPORTAZIONE E RISPETTO IDENTITA‘ “Vogliamo ricostruire tutto rispettando l’identità, – ha sottolineato Errani – la comunità e i luoghi e sarà riattivata subito l’economia insieme al lavoro vogliamo ricostruire tutto, ma vogliamo anche che ci siano le persone e abbiano una prospettiva per il futuro. Non deporteremo le persone e l’unico modello al quale ci rifaremo per la ricostruzione è quello di questi territori, che hanno la loro specificità”.

LEGALITA’, TRASPARENZA E MODELLI “Parole chiave per la ricostruzione saranno legalità e trasparenza. Vogliamo partire dalle pratiche più innovative: modello Expo, collaborazione con l’Anac, liste di merito per le imprese e dobbiamo dare l’idea che è possibile ricostruire in un Paese senza deroghe”, ha detto il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. “Tutte le imprese che lavoreranno per la ricostruzione dovranno essere iscritte a liste di merito – ha spiegato Errani -. Le stazioni appaltanti saranno solo le quattro Regioni e ci sarà un’unica stazione di committenza. Questo per avere un pieno controllo e una piena trasparenza”. Ci sarà “un open data per verificare e controllare il percorso di ricostruzione”. “Dobbiamo uscire dalla logica emergenziale e programmare la qualità e la bellezza dei luoghi”.

DONAZIONI Infine, il capitolo delle donazioni. “Sono arrivate oltre i 15 milioni di euro e hanno superato quelle per il sisma dell’Emilia – ha affermato il commissario – Metteremo tutto open data. Sarà controllabile ogni donazione per la realizzazione delle opere man mano che i lavori andranno avanti”.

PROTEZIONE CIVILE A disegnare contorni più precisi con le prime cifre è il capo della protezione civile Fabrizio Curcio: “Sta continuando l’attività di assistenza, ci sono circa tremila assistiti, dei quali 2500 si trovano ancora in tenda. La nostra priorità adesso è chiudere le tendopoli e in questo fine settimana ci sarà una riduzione importante: c’è la convinzione da parte di molti di lasciarle”, annuncia.