Terremoto: geologi del Lazio a Ponza per parlare di rischio e risorse

L'Ordine dei Geologi del Lazio replica, organizzando il secondo corso di aggiornamento professionale "La geologia di PONZA: risorsa e rischio"

Dopo il successo di partecipazione del maggio 2014, l’Ordine dei Geologi del Lazio replica, organizzando il secondo corso di aggiornamento professionale “La geologia di PONZA: risorsa e rischio“, sull’isola pontina dall’8 al 10 settembre 2016. L’iniziativa prevede due giornate in barca – intorno alle isole di PONZA e di Zannone – e un convegno. “In queste tre giornate – sottolinea il presidente dell’Ordine, Roberto Troncarellinoi geologi ci stiamo incontrando a PONZA per confrontarci, discutere e proporre un approccio alle problematiche del rischio idrogeologico che tenga in conto sicuramente delle conoscenze scientifiche, che nel settore sono molto avanzate, ma anche della necessità di una maggiore sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni, che devono imparare a convivere con il rischio per consentire – prosegue il presidente Troncarelli – uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, salvaguardando la sicurezza dei cittadini“.

L’intera comunità – incalza Troncarelli – deve prendersi carico del problema affrontandolo in termini di educazione, di formazione, di sviluppo di conoscenze e di esperienze, per avere, alla fine, operatori turistici e amministratori preparati sull’argomento, in grado di responsabilizzare i turisti e i fruitori dell’isola“. “Abbiamo deciso di organizzare questa “escursione geologica” – conclude il segretario dell’Ordine, Tiziana Guidaanche per richiamare l’attenzione sui forti condizionamenti che le politiche di tutela del territorio producono sulle attività quotidiane e, in particolare, sulle piccole realtà imprenditoriali che vivono principalmente grazie ai proventi del turismo. Qualsiasi studio di approfondimento, intervento di mitigazione del rischio o vincolo territoriale perde di efficacia se contemporaneamente non si forma nel cittadino la consapevolezza di vivere in un territorio a rischio, in cui il rischio zero non esiste, e in cui occorre attrezzarsi per convivere con il rischio, anche rendendo il turista consapevole, ma contemporaneamente attuando monitoraggio e manutenzione, in un’ottica di gestione del rischio e non più solo di difesa e interdizione delle aree“.