Terremoto, la preside della scuola di Amatrice: “Alunni e insegnanti sono provati”, “servono le case”

"Gli alunni e le loro famiglie vivono nei campi, sotto le tende, con enormi disagi". "Vorrebbero rimanere ma il clima di Amatrice non è un clima mite"

LaPresse/Settonce Roberto

Abbiamo affiancato psicologi e pedagogisti al personale docente, per impostare i primi giorni di scuola e iniziare nel modo migliore, accogliendo bambini e ragazzi in un modo attento al tipo di emozioni che hanno provato nelle ultime settimane“: così Maria Rita Pitoni, preside dell’Istituto comprensivo di Amatrice che ha al suo interno 180 studenti, dalla scuola dell’infanzia al liceo scientifico. “Solo in un secondo tempo riprenderanno le lezioni di didattica regolare – spiega la preside, intervistata da LaPresse – i docenti si trovano a insegnare in una situazione particolare per i ragazzi, non è un inizio di anno scolastico regolare. Non ritrovano gli alunni alla fine di una vacanza: belli sereni, tranquilli e riposati. Sono tutti provati“. Sul personale docente la preside e soddisfatta di esser riuscita, nonostante tutto, a conservare buona parte dell’organico dello scorso anno, “anche se essendo una scuola all’estremità della provincia – dice Pitoni – spesso soprattutto alla scuola superiore abbiamo insegnanti che ruotano, giovani. Mentre alla scuola dell’infanzia e materna gli insegnanti sono gli stessi da anni“.

Gli alunni e le loro famiglie vivono nei campi, sotto le tende, con enormi disagi“. “Vorrebbero rimanere ma il clima di Amatrice non è un clima mite, ci sono famiglie con bambini piccoli per le quali tutto è ancora più difficile. Vorrebbero almeno delle case in moduli con bagni interni“.”Bisogna fare presto perché già adesso qui è freddo, un clima di montagna“.