Terremoto, l’imperativo di Saieva: “Fare presto, indagini su 20 casi”

L'obiettivo della procura di Rieti è svincolare entro questa settimana la quasi totalità degli stabili sequestrati dopo il terremoto

LaPresse/Vincenzo Livieri

L’obiettivo della procura di Rieti, che segue le indagini sul terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto scorso, è svincolare entro questa settimana la quasi totalità degli stabili posti sotto sequestro dopo il sisma, perché possa partire al più presto la ricostruzione. “I consulenti affiancheranno il professor Antonello Salvatori – spiega il procuratore capo Giuseppe Saievaper velocizzare il più possibile le operazioni“. Il team di periti effettua in questi giorni una serie di sopralluoghi per mettere in evidenza e dissequestrare tutto il materiale non necessario all’inchiesta nella quale si indaga per disastro e omicidio colposo.Gli inquirenti ritengono che delle oltre cento rovine di cui è stata impedita la rimozione, entro questa settimana rimarranno sotto sequestro non più di 15 o 20 resti di immobili, tra abitazioni private ed edifici pubblici: ancora bloccate saranno la scuola di Amatrice, crollata per metà nonostante la recente ristrutturazione (anche se in questo caso tra le ipotesi di reato non c’è l’omicidio perché le classi erano vuote al momento del sisma), l’hotel Roma, sotto le cui macerie hanno perso la vita sei persone, e il campanile di Accumoli, crollato su una casa nella quale è morta una famiglia di quattro persone.

I consulenti della procura hanno sessanta giorni per consegnare la relazione finale ma non è escluso che tutto si chiuda in tempi più rapidi. “Potrebbero emergere episodi penalmente rilevanti, come successe dopo il terremoto dell’Aquila, ma potrebbe anche non emergere alcun reato – sottolinea Saieva – non è escluso che quanto successo sia da attribuirsi non a un reato, ma alla tipologia del patrimonio immobiliare che abbiamo in Italia. E se così fosse, se non ci fossero responsabilità penali specifiche, non ci sarebbe proprio niente da fare per evitare tali disastri, a parte una buona prevenzione che però non dipende dalla magistratura, perché noi interveniamo quando il danno è fatto“.

La squadra del procuratore, formata dai pm Cristina Cambi, Raffaella Gammarota, Rocco Maruotti e Lorenzo Francia, per il momento non approfitta dell’aiuto offerto dal procuratore generale Giovanni Salvi che, in caso di necessità, è pronto a mandare personale amministrativo e pm a supporto degli inquirenti di Rieti. “L’attività investigativa decolla lentamente – dice Saieva – al momento preferiamo lavorare soli, anche perché abbiamo poco spazio, ma è bene che all’occorrenza siano pronti ad arrivare rinforzi“.