Veneto: siglato accordo tra Soccorso Alpino e Guardia di Finanza

Siglato oggi a Campo San Polo a Venezia un protocollo d’intesa tra il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ed il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza

E’ stato siglato oggi a Campo San Polo a Venezia, presso la sede del Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza, un protocollo d’intesa tra il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (S.A.S.V.), facente parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), ed il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.). A firmare l’accordo sono stati il Comandante Regionale Veneto della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Antonino Maggiore, ed il Presidente del S.A.S.V., Rodolfo Selenati.
L’accordo si prefigge di rafforzare la collaborazione nelle attività operative in ambienti impervi, anche attraverso la razionalizzazione dell’impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione, per perseguire, in unità d’intenti, gli obiettivi della massima efficienza, tempestività e sicurezza nelle attività operative. In pratica, lo scopo è quello di assicurare la massima tempestività ed efficacia negli interventi nei confronti delle persone disperse o infortunate in montagna, evitando sprechi di risorse.
Il S.A.S.V. ed il S.A.G.F. già da molti anni collaborano in piena sinergia negli interventi in montagna ed organizzano esercitazioni congiunte, anche con l’impiego di elicotteri, per migliorare l’addestramento e l’affiatamento del proprio personale; l’accordo, quindi, valorizza l’attività già svolta “sul campo” da tutti gli operatori, consentendo di automatizzare molte procedure, per essere più rapidi ed efficienti. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è nato nel 1954 ed in Veneto conta 29 Stazioni, di cui 20 nella 2^ Delegazione Dolomiti Bellunesi, 6 nella Delegazione 11^ Prealpi Venete e 3 nella 6^ Delegazione Speleologica, per un totale di 720 volontari.
Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza è nato nel 1965 e conta 25 Stazioni sparse sul territorio nazionale, di cui due in Veneto, quelle di Cortina d’Ampezzo ed Auronzo di Cadore, le quali dispongono complessivamente di 23 militari.
Oltre che di personale specializzato nel soccorso alpino “tradizionale”, cioè in grado arrampicarsi in parete per portare soccorso ad un infortunato o di intervenire dove è caduta una valanga, il S.A.S.V. ed il S.A.G.F. dispongono di personale addestrato a calarsi dall’elicottero con il verricello, per recuperare con la barella gli infortunati, e di unità cinofile per la ricerca di dispersi e per la ricerca in valanga, che in genere utilizzano cani di razza pastore tedesco, pastore belga e border collie. Alcune unità cinofile sono abilitate anche nella ricerca in macerie e sono state impiegate nel terremoto che ha recentemente sconvolto la città di Amatrice. Per le attività di soccorso, gli elicotteri normalmente impiegati sono quelli del SUEM 118, ma vengono utilizzati anche quelli della Sezione Aerea della Guardia di finanza di Bolzano, che sono dotati di specifica configurazione per questo genere di attività. Gli appartenenti al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) rivestono anche la qualifica di ufficiale e agente di polizia giudiziaria, che li rende interlocutori particolarmente qualificati dell’Autorità Giudiziaria nel caso sia necessario indagare su responsabilità penali in caso di sciagure in montagna. I compiti del S.A.G.F. non si limitano solo al soccorso in montagna, ma comprendono anche la vigilanza nei comprensori sciistici ed il controllo economico del territorio, in ausilio ai reparti ordinari.
In definitiva, il protocollo d’intesa avrà il pregio di coniugare la grande capillarità nella distribuzione sul territorio montano e la funzione di coordinamento nelle ricerche di dispersi in ambiente impervio del S.A.S.V. con le specifiche qualifiche e competenze dei militari del S.A.G.F., in modo da garantire un sempre migliore servizio alla cittadinanza. (AdnKronos)