Biodiversità, ricchezza italiana che va monitorata e tutelata

Si parla di biodiversità oggi e domani a Roma, con la presentazione delle schede di tutte le specie e gli habitat italiani di interesse comunitario

Agricoltura, alterazione e perdita degli habitat, introduzione di specie esotiche, inquinamento, cambiamenti climatici e sovrasfruttamento delle risorse: sono queste le principali minacce alla biodiversità, che è uno dei nostri beni più preziosi. Per seguirne lo stato e intervenire nel modo più efficace al fine di tutelare questa ricchezza, è necessario un attento monitoraggio delle specie e degli habitat.

L’Italia è particolarmente ricca di biodiversità: la fauna italiana, ad esempio, è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati e 1.812 di Protozoi, che insieme rappresentano circa il 98% della ricchezza di specie totale, nonché 1.258 specie di Vertebrati (2%).

La tutela della biodiversità richiede al nostro Paese un impegno tecnico-scientifico particolarmente gravoso, anche alla luce degli obblighi derivanti dalle norme comunitarie. In particolare, la Direttiva Habitat impone un’attenta analisi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat tutelati dalla norma, una costante valutazione dei trend delle diverse popolazioni e una verifica dei fattori di minaccia che ne influenzano le prospettive future. Valutazioni che prevedono una raccolta capillare e standardizzata di dati ambientali e complesse analisi, che determinano sfide tecniche non indifferenti.

Oggi e domani, a Roma, la presentazione delle schede di monitoraggio di tutte le specie e gli habitat italiani di interesse comunitario, che rappresentano uno strumento operativo per la redazione del 4° Rapporto per il periodo 2013 – 2018, che è stato reso possibile dal contributo finanziario del Ministero dell’Ambiente. Complessivamente sono state prodotte 489 specie di monitoraggio, relative alle specie animali e vegetali e agli habitat tutelati dalla Direttiva. Tutte le schede sono state elaborate da ISPRA in coordinamento con Ministero dell’Ambiente, Regioni e Province Autonome, e con il supporto dei maggiori esperti, afferenti alle principali Società Scientifiche Nazionali: Associazione Italiana Ittiologi delle Acque Dolci, Associazione Teriologica Italiana, Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia, Società Botanica Italiana, Società Italiana Scienza della Vegetazione, Societas Herpetologica Italica, Unione Zoologica Italiana. 

Il lavoro è suddiviso in tre manuali tematici: specie vegetali, specie animali e habitat.

Verranno inoltre illustrate le modalità di accesso on-line a schede, moduli e dati di monitoraggio, organizzate in un sito web dedicato ospitato dall’Istituto.

mammiferiSPECIE ANIMALI

http://www.isprambiente.gov.it/public_files/direttiva-habitat/Manuale-141-2016.pdf

Il volume contiene 151 schede, che descrivono sinteticamente tecniche e protocolli di monitoraggio per tutte le 215 specie animali di interesse comunitario presenti in Italia (62 invertebrati, 30 pesci d’acqua dolce, 71 anfibi e rettili e 52 mammiferi). Tutte le schede sono state riviste ed integrate dai tecnici delle Regioni e Province Autonome del Paese, che sono gli enti responsabili del monitoraggio ai sensi della Direttiva Habitat, ed in questo dialogo ISPRA ha anche assicurato un costante contatto con il Ministero dell’Ambiente.

LaPresse/XinHua
LaPresse/XinHua

SPECIE VEGETALI

http://www.isprambiente.gov.it/public_files/direttiva-habitat/Manuale-140-2016.pdf

Con 118 schede, il volume descrive tecniche e protocolli di monitoraggio per tutte le specie vegetali italiane di interesse comunitario (107 piante vascolari, 10 briofite, 1 lichene).

La conservazione della diversità vegetale è una garanzia di salvaguardia degli equilibri ecosistemici nel futuro e della sopravvivenza di batteri, funghi, animali e dell’uomo. Infatti, le piante stanno alla base del funzionamento degli ecosistemi e, nell’ottica di un continuo cambiamento climatico, geomorfologico e anche di uso del suolo da parte dell’uomo, solo il mantenimento della straordinaria varietà e variabilità delle specie oggi esistenti può rispondere alle sfide future. Questo Manuale costituisce un ulteriore passo avanti, proponendo dati inediti e fornendo una nuova definizione, messa a punto a livello nazionale, di protocolli di monitoraggio dello stato di conservazione delle specie, in accordo con quanto richiesto dalla Direttiva Habitat.

Duna durante una tempesta di sabbiaHABITAT

http://www.isprambiente.gov.it/public_files/direttiva-habitat/Manuale-142-2016.pdf

Il volume contiene 124 schede, che descrivono sinteticamente tecniche e protocolli di monitoraggio per tutti i tipi di habitat naturali di interesse comunitario presenti in Italia (21 Habitat costieri e dune, 15 Habitat d’acqua dolce, 16 Arbusteti e macchie, 15 Formazioni erbose, 8 Torbiere e paludi, 10 Habitat rocciosi, 39 Habitat forestali). Il valore aggiunto di questo lavoro sta nella rete di dialogo e collaborazione tra i vari soggetti coinvolti, elemento essenziale affinché le competenze tecnico-scientifiche forniscano un reale supporto alle attività di monitoraggio e tutela delle specie e degli habitat.

Ideambiente, la testata istituzionale dell’ISPRA, ha dedicato un numero speciale alla Biodiversità:

http://www.isprambiente.gov.it/files/ideambiente/ideambiente-speciale-biodiversita/

L’audiointervista a Piero Genovesi, responsabile del Servizio Consulenza faunistica dell’ISPRA:

https://audioboom.com/boos/5176519-audiointervista-a-piero-genovesi-responsabile-del-servizio-consulenza-faunistica-dell-ispra