Malattie neurologiche, diagnosi sempre più certe: “Analisi senza prelievo di sangue”

Lo studio diretto condotto sull’organismo di un paziente nella sua interezza consente alla medicina di laboratorio diagnosi prima impossibili

L’inizio di questi studi ‘in vivo’ risale nel nostro paese agli anni 70, quando l’imprenditore Enzo Ferrari portò nel nostro paese una spettroscopia di risonanza magnetica acquistata negli USA per aiutare i medici dell’ospedale di Modena a seguire l’evoluzione della patologia del figlio colpito dalla malattia di Duchenne, una miopatia ereditaria. La macchina fu poi donata all’ospedale di Bologna, dove è ancora operativa. “All’epoca rappresentava il primo esempio, avveniristico, di studio ‘in vivo’” – spiega il Prof. Marcello Ciaccio, Presidente di SIBioC – “ed oggi continuiamo a seguire questa strada con risultati sempre estremamente promettenti. Lo studio diretto condotto sull’organismo di un paziente nella sua interezza e non su matrici biologiche consente alla medicina di laboratorio diagnosi differenziali prima impossibili. Ad esempio, si possono distinguere la malattia di Parkinson da sindromi simili o altre malattie neurologiche anche rare, con importanti ricadute cliniche sul paziente, che può ottenere rapidamente la cura più corretta. Oggi le apparecchiature che consentono le diagnosi “in vivo” restano poco diffuse e costose. Siamo solo all’inizio, ma è questo il futuro per una medicina di laboratorio sempre più utile al paziente”.