Massima attenzione in Friuli Venezia Giulia per la Centrale termonucleare slovena di Krsko

“Sulla centrale termonucleare di Krsko la Regione ha sempre posto la massima attenzione e le iniziative programmate per questa settimana a Trieste lo dimostrano”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente FVG, Sara Vito, intervenendo all’apertura del convegno “La gestione dell’ emergenza radiologica a Trieste ed in Friuli Venezia Giulia”, organizzato da Arpa con patrocinio e contributo della Regione. Al convegno sono stati illustrati i piani di emergenza radiologica e nucleare nazionale e provinciale, oltre ad altri piani relativi alla sosta in rada di navigli a propulsione nucleare, al rinvenimento di sorgenti orfane e al trasporto di materiale esausto. Vito ha tra l’altro ricordato che l’impianto termonucleare di Krsko e’ tenuto ad ottemperare tutti gli accordi internazionali in materia di sicurezza. Tra questi, deve fornire puntuali informazioni sullo stato degli impianti a Stati e Regioni limitrofe. Lo scambio di informazioni avviene tramite l’Istituto superiore ricerca ambientale (Ispra) che si avvale anche del contributo delle Agenzie regionali per l’ambiente. “Corre l’obbligo segnalare – ha proseguito Vito – che si e’ recentemente svolto in Prefettura a Trieste un nuovo vertice bilaterale tra l’Autorita’ di sicurezza nucleare italiana e slovena, Ispra e SNSA, per consolidare gli accordi bilaterali sulla gestione delle emergenze radiologiche e di cooperazione in materia di sicurezza nucleare. All’incontro ha partecipato per la prima volta anche una rappresentanza dell’Arpa FVG”. A questo vertice, Ispra, tramite il direttore Stefano Laporta, ha ribadito alcune importanti nozioni sulla sicurezza dell’impianto di Kr?ko. Per Ispra l’impianto risponde agli standard di sicurezza vigenti internazionali, anche rischio sismico. Dai rapporti ufficiali risulta che, su richiesta della Comunita’ Europea, sono state fatte, dopo la revisione periodica sulla sicurezza del 2004, ulteriori valutazioni della sismicita’ di Krsko mentre, dopo il disastro di Fukushima, l’impianto sloveno, come tutti gli altri impianti europei, e’ stato sottoposto ad una ulteriore revisione di sicurezza straordinaria. Gli stress test hanno consentito di valutare margini di sicurezza e di redigere i Piani di azione nazionali (NAPs) con migliorie da apportare. Un incidente severo con danno al reattore potrebbe verificarsi solo in caso di un sisma con PGA (Peack Ground Acceleration) di almeno 0,8 g, evento caratterizzato da un tempo di ritorno atteso dell’ordine di 50.000 anni. Oltre agli studi sulla sismicita’, la centrale termonucleare di Krsko e’ sottoposta a continui interventi di manutenzione e migliorie impiantistiche come un impianto di aspirazione delle polveri che in caso di incidente puo’ captare la quasi totalita’ degli inquinanti dispersi, o un avanzato sistema di simulazione che consente agli operatori di mantenersi sempre pronti a qualsiasi evenienza. I piani di gestione delle emergenze in Slovenia in caso di incidente nucleare sono stati illustrati dal direttore del SNSA, Andrej Stritar, mentre Benjamin Zorko, direttore dello Joseph Stefan Institute di Lubiana, ha presentato le modalita’ di monitoraggio della radioattivita’ ambientale in Slovenia. Analoghe relazioni, valide per il Friuli Venezia Giulia, sono state presentate dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.