Missione ExoMars: il lander Schiaparelli affronterà una discesa mozzafiato, saranno “360 secondi di terrore”

Al momento il lander Schiaparelli è stato ibernato per risparmiare energia, ed il risveglio avverrà domani alle 15:37 italiane

Manca pochissimo ormai allo storico arrivo su Marte della missione europea ExoMars: alle 16:42 ora italiana di domani, 19 ottobre, il lander Schiaparelli affronterà una discesa mozzafiato, delicatissima, lunga sei minuti durante la quale i suoi sensori entreranno in azione per catturare dati, e ammarterà alle 16:48 italiane. La missione ExoMars, gestita dall’Agenzia Spaziale Europea e Roscosmos, raggiungerà così il suo obiettivo, anche in vista della seconda fase, prevista per il 2020. L’avvicinamento al Pianeta Rosso di Schiaparelli “procede nominalmente, tutto è perfetto“, dichiara Walter Cugno, direttore del programma ExoMars per la Thales Alenia Space (Thales – Leonardo Finmeccanica).

schiaparelli marteAl momento il lander è stato ibernato per risparmiare energia, ed il risveglio avverrà domani alle 15:37 italiane: a quel punto Schiaparelli accenderà il computer di bordo e tutti gli strumenti che gli permetteranno di eseguire il controllo completo delle sue condizioni. Alle 16:42 farà il suo ingresso in atmosfera e mentre i suoi strumenti scientifici saranno ancora silenziosi, tutti i sensori entreranno in piena attività per raccogliere dati sull’atmosfera, dalla temperatura alla pressione, all’umidità. L’ammartaggio è previsto per le 16:48, nel bel mezzo di una tempesta di sabbia: sarà a quel punto che si accenderanno anche gli strumenti scientifici di bordo. La conferma delle suddette operazioni raggiungerà la Terra solo alle 18:33 ora italiana. “La conferma che tutto è andato bene l’avremo però solo il giorno dopo,” ha spiegato Cugno, quando saranno giunti a Terra tutti i dati dell’orbiter della missione ExoMars, il TGO (Trace Gas Orbiter).

Credit: ESA/ATG medialab. Grafica: Davide Coero Borga
Credit: ESA/ATG medialab. Grafica: Davide Coero Borga

Come già esposto, la discesa della sonda Schiaparelli durerà in tutto circa sei minuti e sarà la parte più delicata della missione: “360 secondi di terrore“, sono stati definiti dagli esperti dell’Agenzia Spaziale Italiana. Indiscusso il ruolo di primaria importanza del nostro Paese, sia sotto il profilo scientifico che sotto quello industriale e tecnologico della missione. “Il nostro Paese è stato quello che ha avuto per primo, circa 15 anni fa, la visione di immaginare una missione su Marte, e, nel corso del tempo ha saputo costruire, passo dopo passo all’interno dell’Agenzia spaziale Europea, il consenso necessario a realizzarla. Ora ci aspetta la prova piu’ decisiva, quell’atterraggio su Marte. Sappiamo che e’ una prova difficile, ma siamo confidenti della qualita’ del nostro lavoro. Non possiamo rammaricarci di nulla, abbiamo fatto tutto quello che doveva essere fatto“, spiega Enrico Flamini coordinatore scientifico dell’ASI.

Vivremo le prossime ore che ci separano dall’ammartaggio con il fiato sospeso,” ha commentato il presidente dell’Asi Roberto Battiston.