Missione Exomars, mistero su Marte: strano silenzio dal lander Schiaparelli, cos’è successo sul pianeta Rosso?

Missione Exomars, il punto della situazione dopo una giornata di entusiasmo, trepidazione e apprensione: ancora nessun segnale dal lander Schiaparelli, è mistero sul suo destino

E’ mistero sul destino dello Schiaparelli, il lander spaziale intitolato all’astronomo italiano che avrebbe dovuto toccare il suolo marziano questo pomeriggio poco prima delle 17. Il satellite dal quale si è sganciato, il Trace Gas Orbiter (Tgo), funziona perfettamente. Nulla però si può dire sul lander Schiaparelli: tutto ciò che l’Esa ha a disposizione al momento sono circa 20 megabyte di dati telemetrici trasmessi dal Tgo, che devono ancora essere analizzati e che potranno dare risposte soltanto domani.”Non è un buon segno, ma nulla è detto, abbiamo bisogno di più informazioni“, spiega Paolo Ferri, capo del dipartimento operazioni dell’Agenzia spaziale europea. “E’ fondamentale che stasera guardiamo alla telemetria disponibile – prosegue – sono fiducioso che domattina sapremo. Passeremo la notte qui, aspettiamo i dati. Dobbiamo fare una serie di processi per estrarre le informazioni dal segnale radio“.

LaPresse/Vincenzo Livieri
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Per comunicarne i risultati, l’Esa ha annunciato per domattina alle 10 una conferenza stampa.”Al momento non possiamo dire nulla di sicuro“, aggiunge il presidente dell’Asi Roberto Battiston. “Le ipotesi possono essere tante – sottolinea – Il lander potrebbe per esempio anche essere semplicemente rovesciato e trasmettere verso terra“. Ma intanto dall’Asi mettono le mani avanti: il Tgo funziona perfettamente ed è in grado di offrire una serie di informazioni sull’atmosfera marziana. E comunque vada, sottolineano, se anche lo Schiaparelli dovesse rivelarsi fuori uso, le informazioni telemetriche che ha già trasmesso sarebbero essenziali per la fase due della missione, l’invio del rover nel 2020.

LaPresse/Vincenzo Livieri
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La giornata, terminata nell’incertezza, era iniziata tra gli entusiasmi, con il premier Matteo Renzi che di primo pomeriggio twittava: “L’Europa arriva su Marte con una missione a guida italiana. Trepidazione e orgoglio“. Fino al culmine, alle 18.30, quando il primo segnale dal Tgo era arrivato a terra. Abbracci all’Agenzia spaziale italiana, brindisi al palazzo delle Esposizioni a Roma, dove per l’occasione erano presenti la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, l’amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti, oltre ai padroni di casa: il direttore del programma Exomars Walter Cugno, il direttore dell’osservazione della terra dell’Esa Josef Aschbacher e lo stesso presidente dell’Asi Battiston. “Evviva l’Italia, evviva l’Esa, evviva l’Europa“, il primo commento di Battiston. “Una giornata importantissima“, gli aveva fatto eco Giannini. Poi la doccia fredda. All’appello mancava il segnale più importante, quello dal lander.

LaPresse/Vincenzo Livieri
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Al momento, l’uniche onde radio giunte a terra dell’ammartaggio sono quelle raccolte da un radiotelescopio indiano, molto deboli. Ma il segnale è stato perso a cinquanta secondi dal momento in cui lo Schiaparelli avrebbe dovuto toccare il suolo, alle 16.58. Le speranze si erano accese su due satelliti, poi, che, oltre al Tgo, avrebbero potuto raccogliere il segnale del lander: il Mars Express e il Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), da tempo in orbita intorno al pianeta rosso. Nessuno dei due però ha potuto offrire nulla di utile a stabilire cosa sia accaduto allo Schiaparelli.

exomars schiaparelliAl momento sono tantissime le ipotesi sul motivo per cui il segnale del lander Schiaparelli si è interrotto un minuto prima che il veicolo della missione ExoMars toccasse il suolo. I tecnici al lavoro nel centro di controllo della missione, nel Centro per la scienza e la tecnologia (Esoc) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), stanno esaminando la situazione. “Può anche darsi che, nel caso in cui Schiaparelli resetti il computer di bordo, la comunicazione possa avvenire. Ci sono speranze, anche se remote“.

Credit: ESA/ATG medialab
Credit: ESA/ATG medialab

Se quindi in serata Mro avrà trasmesso a Terra i suoi dati, risulterà che Schiaparelli ha risposto tutti potranno tirare un sospiro di sollievo. In caso contrario quella che aspetta i responsabili della missione sarà una lunga notte dedicata all’analisi dei dati della sonda Tgo (Trace Gas orbiter), che ha segnato comunque un successo con il perfetto ingresso nell’orbita marziana. Le ipotesi sul tappeto sono le più diverse. La peggiore, ha detto il responsabile delle operazioni di volo dell’Esa, Paolo Ferri, è il mancato funzionamento dei retrorazzi: in questo caso il veicolo avrebbe avuto un impatto violento sul suolo marziano frantumandosi al suolo. L’ipotesi ottimistica è invece che nelle ultime fasi dell’arrivo su Marte Schiaparelli abbia avuto un problema nel cambio di antenna, che era previsto dalla missione. “Nella notte – ha proseguito Ferrilavoreremo all’analisi dei dati dell’orbiter Tgo, che saranno più dettagliati di quelli arrivati dal radiotelescopio di Pune e dalla sonda Mars Express. Sono stati registrati durate la discesa di Schiaparelli e contengono tantissimi parametri acquisiti in tempo reale che potranno dirci molto di più. Siamo molto fiduciosi che riusciremo a capire che cosa sia successo“.