Pronto soccorso: “Curarsi è diventato un privilegio, dall’addio al posto fisso alla fine del letto fisso”

Costantino Troise, segretario dell'Anaao Assomed interviene sulla nuova polemica legata "alla questione mai risolta" dei pronto soccorso

Il diritto ad essere curato in maniera appropriata ed in condizioni dignitose e’ diventato quasi un privilegio. Dall’addio al posto fisso alla fine del ‘letto fisso’“. Cosi’, in una nota, Costantino Troise, segretario dell’Anaao Assomed (associazione dei medici dirigenti) interviene sulla nuova polemica legata “alla questione mai risolta” dei pronto soccorso, in particolare dopo la pubblicazione del rapporto del Tribunale per i diritti del malato e il caso di malasanita’ al San Camillo di Roma. Troise denuncia il fatto che “nessuno parla” del rispetto dell’art.32 della Costituzione secondo cui “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita’. La legge non puo’ in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale – aggiunge il segretario dell’Anaao Assomed – sta precipitando, nel silenzio e nell’indifferenza, nel baratro dell’incapienza. Un’incapienza di posti letto, di medici, di infermieri, di spazi fisici, di risorse in conto capitale, di formazione. Siamo ai margini dell’Europa come numero di posti letto per mille abitanti, sotto la media Ue per le risorse destinate alla Sanita’“. A medici e infermieri, continua, “spetta assumersi tutti i rischi ed assistere allo scempio quotidiano di un diritto fondamentale. Ai pazienti spetta invece il martirio che questo scempio comporta. Costretti a vivere lo stesso dramma su fronti contrapposti. A tutti gli altri consigliamo un tour guidato quotidiano per capire che non e’ solo una radicale modifica costituzionale che puo’ determinare un cambio di rotta. Basterebbe che governo e regioni si occupassero delle sofferenze sociali come di quelle bancarie”.