Rosso Marte: la grande avventura dell’uomo nello spazio di Giovanni Caprara (Utet)

Nell’antichità si riteneva che il pianeta Marte potesse scatenare guerre, conflitti e passioni fra gli uomini

Nell’antichità si riteneva che il pianeta Marte – osservato, temuto e ammirato per il suo colore, un rosso inquietante e minaccioso – potesse scatenare guerre, conflitti e passioni fra gli uomini. La vicenda che lo riguarda comincia all’alba del genere umano, già nel III millennio a.C., con racconti e leggende, e da allora il Pianeta Rosso non ha mai cessato di esercitare il suo fascino, accendendo l’ardore conoscitivo e dando impulso a sperimentazioni scientifiche e tecnologiche via via più avanzate.

A partire dalle osservazioni di Giovanni Schiaparelli, che grazie alla scoperta dei “canali” nella seconda metà dell’Ottocento avanzò l’ipotesi della presenza di vita (addirittura intelligente secondo alcuni), passando attraverso la febbrile ricerca dell’acqua, che impegnò generazioni di studiosi, fino alle missioni che consentiranno all’uomo di sbarcare direttamente sulle sabbie rosse, Marte oggi rappresenta sempre più “il pianeta della porta accanto”, oggetto dello sforzo intellettuale così come dell’immaginario collettivo terrestre. Il pianeta diventa non solo metafora dell’altrove, gemello possibile e affine alla Terra, ma ricettacolo di speranze e sforzi, campo di prova delle potenze mondiali, simbolo di dimostrazione tecnologica e, in tempi recentissimi, concreta possibilità di sopravvivenza.

Mariner 4Con Rosso Marte Giovanni Caprara, testimone diretto di numerose missioni dai centri di controllo negli Stati Uniti e in Russia, offre una ricognizione attenta sul passato e sui progetti attuali e futuri della scienza: fra i successi delle sonde “Mariner” e i tonfi delle sovietiche “Mars”, fra le moderne rover, ovvero i robot che perlustrano autonomamente il pianeta, e i piani di Terraforming, la trasformazione dell’ambiente marziano in una specie di “seconda Terra”, si va alla scoperta di come il sogno su Marte sia diventato realtà scientifica. Con un’attenzione speciale per l’Italia (numerosi sono gli scienziati e i tecnologi italiani protagonisti), che, da Schiaparelli in poi, non ha mai smesso di guardare il cielo e, soprattutto, il rosso Marte.

Giovanni CapraraGiovanni Caprara è editorialista scientifico del “Corriere della Sera” e ha seguito le missioni marziane al JPL della Nasa a Pasadena e all’IKI di Mosca. È autore di numerose pubblicazioni sulla storia della scienza e dell’esplorazione spaziale tradotte in Europa e negli Stati Uniti, tra cui: Il libro dei voli spaziali (1984) per Vallardi; Alla scoperta del sistema solare (1993, con Margherita Hack), Abitare lo spazio (1998), Era spaziale (2007), per Mondadori;L’avventura della scienza (2009) per Rizzoli; Breve storia delle grandi scoperte scientifiche (1998), Storia italiana dello spazio (2012) per Bompiani e The Complete Encyclopedia of Space Satellites (2000) per FireFly. È co-autore diSpace Exploration and Humanity – A historical encyclopedia (ABC-CLIO, 2010). È inoltre curatore della sezione “Spazio” del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Nel 2000 ha ricevuto il premio “ConScientia” come giornalista scientifico dell’anno, premio delle università milanesi; nel 2010 l’“European Science Writers Award” della European Science Foundation e nel 2016 il “Premio per la comunicazione scientifica” della Società Italiana di Fisica (SIF). Dal 2011 è presidente dell’UGIS, Unione Giornalisti Italiani Scientifici. In riconoscimento della sua attività di divulgatore, l’International Astronomical Union ha battezzato in suo onore un asteroide in orbita tra Marte e Giove.