Scienza, inaugurato il nuovo Tecnopolo al Campus universitario di Parma

Un edificio, il nuovo Tecnopolo di Parma, con una superficie interna di circa 3.800 metri quadri, su tre piani, che ospita tre centri interdipartimentali per la ricerca applicata e i primi “Temporary Lab”, gli spazi per accogliere in via temporanea aziende partner dell’Ateneo nelle attività di ricerca. La struttura, che fa parte della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna che riunisce i tecnopoli per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico promossi dalla Regione, è stata inaugurata questa mattina nel Campus di Parma, presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il rettore dell’Università di Parma, Loris Borghi, il pro rettore con delega a edilizia, infrastrutture e insediamento urbano, Carlo Quintelli, e il pro rettore con delega per l’area ricerca e il sistema bibliotecario e museale, Furio Brighenti e l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. “Innovazione e ricerca sono le direttrici principali delle politiche di sviluppo regionale – ha detto il presidente Bonaccini -, politiche anticicliche fatte di cospicui investimenti pubblici, a partire proprio dai 240 milioni di euro, di cui 141 regionali, gli altri fondi da università, enti di ricerca e enti locali, destinati alla rete regionale fatta di 10 Tecnopoli, previsti nei territori, che coinvolgono 1.600 ricercatori, di cui 560 nuovi giovani ricercatori. Il Tecnopolo di Parma, in tal senso, è esempio di quell’innovazione insieme economica, sociale e tecnologica che vogliamo sempre più identifichi il nostro territorio a livello internazionale. Questa struttura è un centro strategico per far vivere l’economia della conoscenza che rafforza e qualifica gli investimenti realizzati in questi anni da Regione, istituzioni locali e Ateneo”.

tecnopolo di parma“Strategico – prosegue Bonaccini – perché internazionale per approccio e potenzialità. Il caso di enorme successo di VisLab, nato da uno spin-off dell’Università di Parma per la ricerca su sistemi intelligenti per l’aiuto alla guida dei veicoli e da un colosso leader della Silicon Valley come Ambarella, dimostra come il nostro territorio sia in grado di competere nel mercato globale. Bisogna quindi insistere in questa relazione virtuosa tra Università, ricerca, Rete regionale Alta tecnologia, start up e mondo delle imprese, perché sperimenta un’idea di quartiere urbano, attrattivo, fondato sulle migliori espressioni del cambiamento in corso a livello globale: comunità e conoscenza per creare un ecosistema forte, aperto, globalizzato”. Il Tecnopolo – nato da un investimento complessivo di circa 6,9 milioni di euro (4,8 di fondi Fesr 2007-2013 programmati dalla Regione Emilia-Romagna e circa 2 dell’Università di Parma) – costituisce un tassello fondamentale per la realizzazione della strategia Mastercampus, il “piano regolatore” di cui si è dotato l’Ateneo per programmare investimenti in strutture moderne collegate ai temi della gestione intelligente di mobilità, energia e servizi. L’obiettivo è sviluppare in modo integrato la presenza di aziende e attività di ricerca applicata complementari alla didattica e alla ricerca di base già presenti nei dipartimenti scientifici del Campus. Si inserisce in questo contesto anche il progetto del Polo dell’Innovazione Innohub, la struttura che sorgerà a pochi metri dal Tecnopolo e cui hanno già aderito 68 aziende, partner attuali o futuri dell’Università, manifestando il loro interesse a essere presenti con un loro laboratorio per favorire gli scambi con l’Ateneo nell’ambito della ricerca e per il reperimento di personale altamente qualificato.

La ricerca industriale dell’Università di Parma si svolge nei sei centri interdipartimentali del Tecnopolo, appartenenti alla Rete Alta tecnologia dell’Emilia-Romagna, cui si aggiunge il centro accreditato Cidea (Centro interdipartimentale di ricerca per l’energia e l’ambiente). Sono Biopharmanet-Tec (Centro interdipartimentale di ricerca per l’innovazione dei prodotti per la salute), Cim (Centro Interdipartimentale Misure “G. Casnati”), Cipack (Centro interdipartimentale di ricerca per il Packaging), Comt (Centro di oncologia molecolare e translazionale), Future Technology Lab e Siteia.Parma (Centro interdipartimentale sicurezza tecnologie innovazione agroalimentare). Nell’ambito del Por Fesr (Programma operativo regionale Fondo europeo sviluppo regionale) 2014-2020 il Tecnopolo di Parma ha reperito 3,68 milioni di euro per cinque progetti guidati dai centri Biopharmanet-Tec, Siteia.Parma e Cidea, e per la partecipazione in ulteriori 9 progetti in qualità di partner. In prevalenza le ricerche si concentrano sul tema “Agroalimentare” (10 progetti su 14), e in particolare 3 progetti sono coordinati dall’Università di Parma e riguardano il risparmio idrico in agricoltura (Cidea), nuovi paradigmi per le macchine alimentari (Siteia.Parma con il contributo del Cipack) e l’individuazione di varietà di frumento per prevenire la celiachia (Siteia.Parma con il contributo di Biopharmanet-Tec). Si aggiungono i temi “Salute e benessere” con il progetto di cui è capofila Biopharmanet-Tec, partner interno il Cim, sullo sviluppo di nuovi medicinali in forma di polvere; “Edilizia e Costruzioni”, con il progetto guidato da Cidea sullo studio di nuovi sistemi di riscaldamento evoluti; “Meccatronica e Motoristica”, con un contributo sempre del Cidea, in qualità di partner, nell’ambito di un progetto sulla refrigerazione magnetica, ricerca guidata dal laboratorio Mist E-R; “Energia e Ambiente”, anche in questo caso con un progetto di cui è partner Cidea, nell’ambito del recupero energetico da biomasse provenienti dagli alvei fluviali, ricerca guidata dal laboratorio Intermech-More.

La rete dei Tecnopoli in Emilia-Romagna è composta da infrastrutture dislocate in 10 sedi nel territorio regionale, che ospitano e organizzano attività, servizi e strutture per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico. Sono promossi dalla Regione Emilia-Romagna insieme a università, enti di ricerca ed enti locali. Nei 10 tecnopoli trovano spazio 37 laboratori di ricerca industriale collegati a 11 centri per l’innovazione, che coinvolgono circa 1.600 ricercatori, di cui 560 nuovi giovani ricercatori. Il valore complessivo degli investimenti è pari a oltre 240 milioni di euro, di cui 68 milioni per le infrastrutture, 48,8 milioni per le attrezzature scientifiche e 123,6 milioni per i contratti dei nuovi ricercatori. In totale il contributo regionale è di 141 milioni di euro, di cui 94 milioni dal Programma Fesr e 43 milioni da altre risorse regionali, mentre 90 milioni di euro provengono da università ed enti di ricerca e 14 milioni di euro dagli enti locali.