Terminato il fermo pesca lungo lo Ionio e il Tirreno, da Brindisi a Imperia

Tornano finalmente in mare i pescherecci lungo la costa dell’intera Penisola, e tra questi i 114 pescherecci toscani soggetti a fermo, per rifornire di pesce fresco dall’inizio della settimana i mercati, la filiera e la ristorazione. E’ terminato il fermo pesca lungo lo Ionio e il Tirreno, da Brindisi a Imperia. Riprendono la via del mare quindi i pescherecci a Monte Argentario, Castiglion della Pescaia, Piombino, Livorno e Viareggio. Lo comunica, in una nota, Impresa Pesca Coldiretti che auspica che “questo sia l’ultimo anno di fermo pesca realizzato con l’attuale format, che ha dimostrato di essere inadeguato poiché non tiene peraltro conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo“. Secondo l’organizzazione di categoria, “la fine del fermo pesca porta peraltro sul mercato una grande quantità di prodotto proprio nel momento in cui, con il termine del periodo estivo, i consumi calano con l’effetto di far crollare i prezzi ai livelli insostenibili mentre il pesce resta sui banchi: basti pensare al caso delle triglie, le cui quotazioni sono crollate anche fino a 0,1 euro al chilo, mentre le gallinelle vengono pagate anche a 0,5 euro al chilo“. Per Impresa Pesca Coldiretti, quindi, “un’ottima occasione per acquistare dunque pesce con il via libera lungo tutta la costa italiana a fritture e grigliate a ‘chilometri zero’ realizzate con il pescato locale e meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto congelato o straniero delle stessa specie del nazionale se non addirittura esotico e spacciato per nostrano“. “Le importazioni di pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici – ricorda – sono aumentate in quantità del 3% nel primo semestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat“. Per l’organizzazione di categoria, “quello della pesca è un settore importante anche per la Toscana che conta nel complesso circa 600 imbarcazioni e un giro d’affari che coinvolge un indotto significativo che ruota intorno ai tre mercati principali che sono quelli di Monte Argentario, Livorno e Viareggio“. “Sulla ripresa delle attività della pesca, pesa il mancato arrivo dei fondi per il fermo 2015 -sottolinea Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana- il cui sblocco era stato annunciato nel luglio scorso, con i pagamenti che sarebbero dovuti scattare da settembre. Un problema che grava sui bilanci della flotta dei pescherecci, considerato che dal vecchio fermo è ormai trascorso più di un anno“. Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo, il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma ci si può anche rivolgere alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica. Domenica 23 ottobre, poi, la pesca diventa solidale. Infatti, il Mipaaf ha autorizzato l’esercizio della pesca da Brindisi a Imperia in via eccezionale perché il ricavato del pescato sarà devoluto in favore delle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal sisma.