Terremoto e prevenzione in Calabria: “Basta interventi tampone, devono essere risolutivi”

Terremoto: solo il 54% dei comuni calabresi dispone di un Piano Comunale di Protezione Civile approvato

L’Assessore regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno ha ripreso, in una dichiarazione, i temi della delibera approvata, su sua proposta, nell’ultima riunione, dalla Giunta regionale, relativamente alla programmazione delle risorse dell’ultima annualità del “Piano Nazionale di Prevenzione del Rischio Sismico”, in attuazione dell’Ordinanza del Capo della Protezione Civile.

Il “Piano”, in sostanza – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – finanzia interventi su edifici privati ed edifici pubblici strategici per le finalità di protezione civile, nonché studi di microzonazione sismica, cioè studi che consentono di conoscere il livello di rischio a cui sono esposte le diverse aree sul territorio di un comune. In particolare, con la delibera, si dà indirizzo al Dipartimento Infrastrutture per la pubblicazione di un bando per la selezione di interventi su edifici pubblici e su edifici privati. Inoltre si assegnano risorse pari a circa 700.000,00 euro per il completamento degli studi di microzonazione sismica su tutto il territorio calabrese.

La Giunta dà indirizzo perché, con il nuovo bando, possano essere finanziati solo interventi di adeguamento sismico e/o demolizione e ricostruzione per gli edifici pubblici e di miglioramento o adeguamento sismico e/o demolizione e ricostruzione per gli edifici privati. Le norme tecniche del 2008, infatti, prevedono che gli interventi per la prevenzione del rischio sismico sugli edifici possano essere di rafforzamento locale, miglioramento sismico o adeguamento sismico. Gli interventi delle prime due tipologie non garantiscono edifici pienamente aderenti alle Norme Tecniche e potrebbero pertanto non garantire che durante un terremoto severo l’edificio non crolli o subisca gravi danni. L’adeguamento sismico, invece, prevede che dopo i lavori, la struttura sia adeguata alle norme più recenti. Spesso, in passato, sono stati finanziati interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico.

Durante il recente terremoto del Centro Italia, si è verificato che diversi edifici oggetto di interventi di miglioramento sismico siano poi crollati. Il forte vincolo imposto dalla Giunta regionale della Calabria con la delibera approvata, è che gli interventi sugli edifici strategici debbano essere risolutivi e si eviti di disperdere risorse in interventi “tampone” di dubbia utilità. La Giunta interviene, poi, per stimolare i comuni ad adeguarsi alla normativa vigente, producendo e approvando un Piano Comunale di Protezione Civile. Solo il 54% dei comuni calabresi dispone di un Piano approvato e molti di questi non sono aggiornati alla normativa più recente. Questi documenti specificano come comportarsi in caso di emergenza, ad esempio indicando le aree per l’ammassamento di persone, mezzi e risorse.

La predisposizione dei piani ha un costo piuttosto ridotto, di poche migliaia di euro, ma è uno strumento fondamentale per salvare vite umane. Con la delibera approvata si dispone che, nel bando per il finanziamento di edifici strategici, possano essere accettate prioritariamente le domande di quei comuni che dispongano di un Piano Comunale di Protezione Civile approvato dal consiglio comunale, come prevede la normativa. Per questo motivo, la finestra temporale a disposizione per la presentazione delle domande di finanziamento per l’adeguamento degli edifici strategici è piuttosto ampia, 90 giorni. In questo intervallo, tutti i comuni potranno predisporre i Piani di Protezione Civile.

Per aiutare le amministrazioni comunali, si sottolinea come siano già pronte le linee guida regionali per la redazione del Piano; inoltre, la Protezione Civile metterà a disposizione proprio personale per supportare i tecnici dei comuni. “La delibera – ha detto l’Assessore Musmanno – è un importante risultato dell’impostazione completamente nuova che questa Giunta ha dato alla gestione della sicurezza dei cittadini calabresi rispetto ai rischi naturali e antropici. Un’impostazione che tende a massimizzare l’efficacia nell’utilizzo delle risorse messe a disposizione, ingenti ma pur sempre limitate rispetto alle dimensioni che il problema assume in questa Regione, evitando i finanziamenti a pioggia. Questo risultato è frutto di un percorso che ha visto la Regione Calabria collaborare con il CNR e con la Protezione Civile nazionale e al quale hanno fornito un prezioso contribuito i tavoli tecnici di Calabria Sicura, voluti dal presidente Mario Oliverio e coordinati dall’Assessore Francesco Russo. La Calabria è la regione d’Italia più esposta al rischio sismico con tutti i 409 comuni in zone sismiche 1 e 2, quelle a più elevata pericolosità . Ciò rende la gestione del problema più difficile che altrove, ma lo rende anche più urgente: per questo motivo, le azioni programmate, peraltro discusse in appositi tavoli tecnici, sono tese a stimolare tutti i comuni, affinché tutti possano completare gli studi di microzonazione sismica e predisporre Piani di Protezione Civile al passo con la normativa vigente. Inoltre, l’adeguamento sismico, ovvero il massimo livello previsto dalle norme vigenti di attenuazione del rischio sismico viene da oggi considerato come unica opzione possibile per gli edifici pubblici strategici”.