Tumore alla prostata: nuovi test per migliorarne la diagnosi evitando il 60% delle biopsie

Importanti novità nelle diagnosi del tumore alla prostrata: un nuovo test del sangue potrà evitare fino al 60% delle biopsie

È il 4K Score, il nuovo test del sangue che permetterà di diagnosticare meglio il tumore alla prostata, evitando fino al 60% delle biopsie. Dovrebbe subentrare all’attuale test del Psa (antigene prostatico specifico) aumentandone le capacità diagnostiche.

La novità è emersa a Venezia, al Congresso della Società  Italiana di Urologia (Siu): ”Il nuovo 4K Score è un test sul sangue attraverso cui vengono dosate 4 molecole della famiglia del Psa – spiega Vincenzo Mirone, segretario generale Siu – I dati così raccolti, uniti ai risultati della visita dall’urologo e la familiarità per tumore alla prostata, consentono di individuare la percentuale di rischio di avere un tumore aggressivo prima di fare una biopsia, e cosi’ decidere se sottoporre o meno il paziente a questo esame più invasivo.”

Il nuovo test viene per il momento eseguito soltanto in alcuni laboratori all’estero, tra i quali il più vicino per l’Italia si trova in Spagna e permette di ricevere il risultato di 4-5 giorni al costo di 300 euro. ”Questo test non e’ stato ancora validato per l’uso su vasta scala – continua Mirone – ma riteniamo che possa aiutare a superare i limiti dell’analisi del solo Psa totale e individuare con maggior chiarezza se il tumore c’è, e soprattutto se sia o meno aggressivo”

Occorre specificare che non tutti i tumori sono della stessa portata: molti sono ‘indolenti’ e talvolta non serve intervenire, ma i più aggressivi necessitano di essere rilevati attraverso la biopsia, un esame che risulta molto invasivo. L’innovazione del test 4K Score consiste proprio nella possibilità di individuare subito i pazienti che hanno maggiore probabilità di sviluppare un tumore più aggressivo ed intervenire di conseguenza con esami specifici, evitandoli dunque ove non è necessario.

In attesa di un suo utilizzo su più ampia scala, gli urologi sottolineano l’importanza della prevenzione e dei controlli: il Psa risulta quindi utile come marcatore del tumore alla prostata e indicatore dell’ipertrofia prostatica benigna. ”Un buon programma di prevenzione – conclude Mirone – prevede il Psa e test periodici sulla base delle caratteristiche del soggetto. Il primo test e’ consigliabile verso i 40 anni per chi ha avuto un padre o un fratello con tumore, a 50 anni negli altri casi”.